Incendio al deposito giudiziario “De Luca”, Poziello: “Il rogo è doloso”

Incendio al deposito giudiziario “De Luca”, Poziello: “Il rogo è doloso”

La rimessa è probabilmente priva di copertura assicurativa. Due anni fa un altro precedente a Ponticelli. L’allarme del dottor D’Amato: “In pericolo

La rimessa è probabilmente priva di copertura assicurativa. Due anni fa un altro precedente a Ponticelli. L’allarme del dottor D’Amato: “In pericolo la salute”

GIUGLIANO – Antonio Poziello non ha dubbi. L’incendio di ieri al deposito giudiziario di via Don Bosco, a Casacelle, ha origine dolosa. “L’incendio è sicuramente doloso – ha dichiarato il primo cittadino sui social – non ha nulla a che fare col solito rogo di rifiuti. Non ho elementi per affermare chi e perché abbia dato alle fiamme quel deposito, che, dalle notizie apprese, non sarebbe neanche assicurato”.

Il danno per il territorio dell’hinterland è incalcolabile. Il rogo ha sprigionato nell’aria sostanze tossiche e diossina per ore. Una nube nera, visibile da mezza Campania, ha coperto tutta l’area nord di Napoli. Quattro Vigili del Fuoco sono stati feriti durante le operazioni di spegnimento e sono stati ricoverati nel vicino ospedale San Giuliano, tre per intossicazione e due per ferite provocate da una scheggia. Poziello ha dichiarato che valuterà se “ci sono gli estremi per costituirci parte civile e chiedere i danni”, visto che la vigilanza sull’area competeva ai proprietari del suolo

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Un momento dell’incendio di ieri

La storia del deposito. Secondo quanto dichiarato dallo stesso sindaco di Giugliano, il deposito era regolarmente autorizzato, anche se probabilmente privo di copertura assicurativa. Era pieno perché aveva raggiunto la sua capienza massima, in attesa che le auto venissero vendute all’asta o demolite. Già negli anni scorsi associazioni ambientaliste ed esponenti politici locali avevano denunciato la pericolosità di un deposito giudiziario completamente abbandonato a se stesso. Nel novembre 2014, Ciro Silvestri, presidente dell’Accademia Kronos, aveva segnalato la necessità di mettere in sicurezza la rimessa al Comando della Polizia Municipale, senza ottenere risposta.

Le ipotesi e il precedente di Ponticelli. Sono adesso al vaglio degli inquirenti le ipotesi sulle cause e sulle responsabilità del mega-incendio. C’è chi, come nel caso dell’incendio alla Resit, ritiene che l’autore di questi roghi sia ancora una volta la criminalità organizzata, interessata alle attività di bonifica sul territorio. Un’altra pista, più semplice, è quella secondo cui i depositi giudiziari di auto vengono periodicamente dati alle fiamme per eliminare le prove di ciò che viene rubato dalle auto prima che vengano date all’asta. Un episodio simile si è verificato due anni fa, nel maggio 2013, quando a bruciare fu il deposito di auto “Scarpato” nel quartiere di Ponticelli, a Napoli Est. Anche in quella circostanza il rogo bruciò per molte ore e rilasciò nell’aria sostanze tossiche di ogni genere.

I pericoli per la salute. Intanto dalle colonne del mattino il professore Gennaro D’Amato, professore di pneumologia alla Federico II, lancia l’allarme sui pericoli per la salute che l’incendio di ieri ha scatenato. “Può avere conseguenze drammatiche per la salute umana – ha dichiarato D’Amato – la nube tossica di certo non è un aerosol da inalare in un’area già nota come Terra dei Fuochi”. A preoccupare il professore sono le grosse quantità di Biossido di Azoto e di Zolfo, di Ozono e diossina rilasciate nell’atmosfera, ma soprattutto le polveri sottili, come la PM10 (“micidiale”, la definisce lui”), in circolazione nell’aria. Per chi soffre di disturbi asmatici o polmonari, l’incendio di ieri può provocare seri danni. “Alla minima insorgenza di tosse continuava e persistente – consiglia lo pneumologo – è opportuno farsi prescrivere una terapia inalatoria di corticosteroidei e broncodilatatori”.

L’INCENDIO DI PONTICELLI: