Truffa dell’Enel in provincia di Napoli e nell’agro aversano. Continuano le segnalazioni

Truffa dell’Enel in provincia di Napoli e nell’agro aversano. Continuano le segnalazioni

Bussano ai citofoni e tramite un numero presente nel contratto propongono uno sconto sulla bolletta della luce, In questo modo riescono a farsi dare l’iban

HINTERLAND – Sarebbero stati ripresi anche in un video i due truffatori che si dichiarano dell’Enel e bussano ai citofoni dei palazzi, chiedendo poi, una volta giunti alla porta, con il sorriso sulle labbra, di poter verificare se, tramite un numero presente nel contratto Enel, si sia già usufruito di uno sconto sulla bolletta della luce.

Le foto dei due, rilanciate da diverse persone, stanno facendo il giro dei social network e si sono diffuse a macchia d’olio. Le stesse immagini sono state utilizzate anche per una “bufala sul web” che identifica i due come rom. Gli uomini – sicuramente non appartenenti a quella etnia – indossano un giubbotto dell’Enel e corrispondono alle segnalazioni di numerosi testimoni oculari e vittime del raggiro.

Una volta verificata l’assenza del numero in questione, in realtà, quasi sempre non previsto nel vero contratto, gli incaricati dicono di chiamare il centralino Enel. Ad essere contattato, dal truffatore, è in realtà il centralino dell’ ufficio della propria azienda multiservizi, spesso si tratta di aziende truffaldine create ad hoc, e non quello dell’azienda fornitrice di energia elettrica. Alla vittima i falsi incaricati spiegano che tra poco verranno richiamati per la verifica di tutti i dati e della veridicità del proprio ruolo di incaricati dell’azienda nazionale. In una sorta di falsa verifica, gli incaricati dichiarano il proprio nome e cognome ai propri stessi complici, alla presenza degli ignari potenziali truffati.

Il tutto avviene dopo che i truffatori hanno comunicato il numero telefonico della vittima, che nel frattempo glielo ha fornito, mostrando il contratto luce e gas, ai propri complici. A quel punto, da parte del finto centralino, viene comunicato ai potenziali contraenti, che non risultano aver usufruito di agevolazioni, a loro detta previste, e che quindi possono procedere alla compilazione del modulo per il cambio di contratto.

Se il potenziale cliente, una volta presa totale fiducia, è disponibile, gli viene chiesto, alla fine della compilazione dello stesso, il proprio iban. Se non c’è alcun iban disponibile, l’operazione, per i falsi incaricati, che nel frattempo hanno anche fornito un loro, falso, recapito telefonico, non è, a loro detta, possibile. Ciò che si ottiene, il più delle volte, se si fornisce il proprio iban, è solo quello di vedersi spillare soldi senza usufruire di alcun servizio.

Questa truffa del porta a porta va avanti da anni in tutta Italia e tra le zone dove è maggiormente presente c’è l’hinterland partenopeo. Le ultime segnalazioni arrivano da Giugliano, nella zona di Via San Vito e in via sant’Anna dove i due finti tecnici sono scappati quando la signora citofonata aveva detto a loro di attendere perchè stava scendendo il figlio finanziere che ne capiva di più. Le segnalazioni si susseguono in tutto l’hinterland fino all’agro-aversano.

Oltre alla verifica del numero presente all’interno del contratto, un’altra metodologia consiste nel chiedere, al potenziale truffato, se ha ricevuto o meno una notifica, tramite posta elettronica, che spiega che ci sarebbero vantaggi cambiando la tipologia del proprio contratto Enel.

“Questo modo di agire – spiega l’Enel attraverso il proprio centralino – non è legale. Questi non sono veri incaricati luce e gas ma, nella migliore delle ipotesi, agenzie esterne che offrono veri contratti utilizzando però impropriamente la dicitura ‘ incaricato luce e gas’ e soprattutto nominando, in maniera del tutto abusiva, la nostra azienda. Nel peggiore, e più frequente, dei casi, questo è solo un modo per fare soldi facili senza offrire alcun vantaggio, anzi spillando, di fatto, solo soldi ai malcapitati truffati.

Inoltre, secondo la prassi regolare, per sottoscrivere nuovi contratti, non è per nulla necessario chiedere il numero di iban ma i pagamenti possono avvenire anche in altri modi. Chiunque si presenti in casa altrui per conto di Enel è tenuto ad esibire un proprio documento di riconoscimento, oltre al tesserino, e soprattutto a dare al cliente la possibilità di chiamare per primi il centralino attraverso il numero verde, in maniera tale – concludono dall’Enel – da consentirgli di effettuare tutte le opportune verifiche, non certo telefonando loro stessi a centralini inventati ad arte”.