Omicidio Enzo Ruggiero: il complice di Ciro e le strategie per la mattanza

Omicidio Enzo Ruggiero: il complice di Ciro e le strategie per la mattanza

Tutto premeditato, dalla scelta dell’arma del delitto all’uso dell’acido per sciogliere il cadavere e del cemento per sotterrarlo

NAPOLI – Ormai non vi sono più dubbi: l’omicidio di Vincenzo Ruggiero è stato premeditato da Ciro Guarente. L’assassino ha studiato tutto nei minimi dettagli servendosi anche di un complice che oggi è finito in manette.

Francesco De Turris

Francesco De Turris – questo e’ il nome dell’arrestato – ha procurato a Guarente l’arma del delitto, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Aversa diretti dal tenente Flavio Annunziata. Una pistola che gli inquirenti stanno ancora cercando, dato che De Turris, dopo l’omicidio, l’avrebbe fatta sparire.

Il 51enne e’ un pluripregiudicato. Secondo quanto si e’ appreso, De Turris non solo ha fornito la pistola al 35enne omicida, ma gli ha anche consigliato il calibro migliore per non fallire la sua missione di morte, un 7,65 anziche’ un calibro 22 come quello richiesto inizialmente da Guarente.

Si indaga ancora per capire se il pluripregiudicato abbia partecipato al delitto e aiutato Guarente a fare a pezzi il cadavere e cercare di occultarlo sciogliendolo nell’acido prima e cementificandolo sotto terra poi.

De Turris abita a circa 50 metri dall’autorimessa in cui stato trovato il corpo di Ruggiero, piu’ o meno alla stessa distanza che separa quella autorimessa dalla casa della madre di Guarente.

Omicidio di Vincenzo Ruggiero: arrestato il complice di Ciro Guarente

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