Gli ispettori del ministero della Salute: “Il Loreto Mare è un ospedale pericoloso”

Gli ispettori del ministero della Salute: “Il Loreto Mare è un ospedale pericoloso”

L’ispezione, ordinata dal ministro Lorenzin, dopo la morte di Antonio Scafuri, il 23enne deceduto dopo lunghe ore di agonia in attesa di un’AngioTAC

loreto mare

NAPOLI – Inviata la relazione preliminare degli ispettori sulle condizioni dell’ospedale Loreto Mare. Gli ispettori, inviati dal Ministero della Salute, hanno svolto verifiche e controlli all’interno dell’ospedale.

PARTE DELLA RELAZIONE PRELIMINARE

«La relazione preliminare degli ispettori inviati dal ministero della Salute parla chiaro: il Loreto Mare è un ospedale pericoloso, privo dei requisiti di sicurezza che per legge dovrebbero essere garantiti ad un paziente che versi in condizioni critiche». E’ il segretario regionale dell’Anaao, Bruno Zuccarelli, a rivelare parte dei contenuti della relazione ministeriale avvenuta dopo i problemi registrati all’ospedale di Napoli. «Tagliare teste e cercare capri espiatori non serve nulla – prosegue il segretario del sindacato dei medici – bisogna intervenire con responsabilità affrontando i problemi alla radice».

«La relazione conferma i nostri peggiori timori. Nero su bianco si parla di “assenza di criteri organizzativi o comunque improntati ai principi di governo clinico” e la questione va ben oltre l’ospedale di via Marina, giacché nella stessa relazione si parla di un “contesto regionale caratterizzato da un consolidato ritardo nella realizzazione delle reti ospedaliere, basate su criteri di tempestività, efficacia e sicurezza delle cure ed in linea con gli standard nazionali di riferimento”» continua così il segretario regionale.

«C’e’ poi una considerazione espressa nella relazione preliminare che la dice lunga su quanto sta accadendo nell’ospedale di via Marina – insiste il segretario Anaao – Nero su bianco viene spiegato come il clima percepito dagli ispettori sia stato sovente “di tipo conflittuale e tendente a volte ad una marcata deresponsabilizzazione”. A conferma dell’incapacità, o della mancanza di volontà, di cercare i veri problemi. Vale insomma la regola dello scarica barile».

LA MORTE DI ANTONIO SCAFURI 

Il caso è scoppiato a seguito della tragica vicenda di Antonio Scafuri, il 23enne morto lo scorso agosto dopo lunghe ore di attese all’ospedale Loreto Mare. La responsabilità emerse sono ricollegabili al personale del nosocomio napoletano. Il ragazzo sarebbe rimasto in attesa del trasferimento al vecchio Pellegrini per essere sottoposto ad un’AngioTAC, poichè non vi era un accordo tra il personale medico e paramedico per decidre chi avrebbe dovuto accompagnarlo. Fatali per il ragazzo quelle lunghe ore di agonia che è spirato nelle ore successive.

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