Omicidio di Gaetano Marino “McKay”, svolta nelle indagini: quattro arresti

Omicidio di Gaetano Marino “McKay”, svolta nelle indagini: quattro arresti

Il boss, in spiaggia a Terracina, attirato da una telefonata dei killer

TERRACINA – Il blitz scattò nell’estate del 2012, in un assolato pomeriggio di fine agosto sulla spiaggia di Terracina, in provincia di Latina, dove Gaetano Marino era in vacanza con la famiglia. 48 anni, ritenuto al vertice dell’ala degli scissionisti di Secondigliano e conosciuto nell’ambiente come ‘o moncherino, Gaetano era il fratello di Gennaro Marino, attualmente detenuto al 41 bis per omicidio ed associazione mafiosa. Oggi, a distanza di cinque anni, arrivano quattro arresti per il raid omicida al lido “Sirenella” di viale Circe.

Marino si allontanò dal lido andando verso la strada in compagnia di Raffaele Iavazzi, qui trovò ad aspettarlo i killer che gli esplosero contro almeno 15 colpi di pistola – tanti furono i bossoli ritrovati – centrandolo diverse volte. Iavazzi, che uscì illeso dall’agguato, risulta indagato per favoreggiamento visto che la sua versione non ha convinto i giudici della sua estraneità ai fatti.

Amputato alle mani a causa, pare, dell’esplosione di un ordigno, Marino fu attirato dai killer con una telefonata. Pochi mesi prima era stato al centro di una polemica per l’apparizione in una trasmissione televisiva della RAI in cui la figlia, cantante, lo raggiunse in platea durante un’esibizione per dedicargli il brano che stava eseguendo. Con il fratello Gennaro condivideva quel soprannome – i McKay – dovuto alla somiglianza del padre Crescenzo con un personaggio di uno sceneggiato televisivo western.