Rissa al Teatro Posillipo: le ragioni di avventori e buttafuori

Rissa al Teatro Posillipo: le ragioni di avventori e buttafuori

“Mio cognato- spiega Claudio- aveva bisogno d’aria ma, essendo sprovvisti di pass, siamo stati picchiati selvaggiamente”. Rosario, addetto alla sicurezza: “un mio collega colpito con un pugno”

NAPOLI – Botta e risposta e due versioni differenti sulla rissa che si è svolta al Teatro Posillipo, nota discoteca di Napoli, nella notte tra sabato e domenica. Claudio, ingegnere 30enne, ha riferito di essere stato aggredito dal buttafuori del locale.

“Eravamo in quella discoteca per festeggiare tutti insieme la laurea in architettura di mio cognato Domeni o- spiega Claudio- ed avevamo preso un tavolo, pagandolo in anticipo. Erano intorno alle 3.30 e Domenico mi confessa di non sentirsi bene e di avere bisogno di prendere un po’ d’aria.  Arrivati davanti all’uscita incrociamo due bodyguard che ci sbarrano la strada perchè, per uscire e poi rientrare, c’era bisogno di consegnare un pass che però non avevamo, in quanto erano nella borsa della mia ragazza. Domenico aveva urgenza di respirare una boccata d’aria e certo non potevamo tornare indietro per prendere i ticket, era appunto un’emergenza. Ma quelli non volevano sentire ragioni.
A quel punto- prosegue Claudio nel suo racconto a ilmattino.it- uno di loro, rivolgendosi a noi, ha esclamato in maniera volgare: ‘Questi prima si ubriacano e poi vogliono rompere il c…..’. In quel momento la risposta immediata di Domenico è stata: ‘Vorrei vedere te sentirti male come sto io in questo momento’. E lì è scattata la violenta reazione del buttafuori. Con una furia sconsiderata e senza alcun controllo- spiega Claudio- quell’uomo ha preso mio cognato e lo ha scaraventato a terra: calci, mazzate, pugni”.

Non si è fatta attendere la replica di Rosario Marano, addetto al servizio di controllo al teatro Posillipo, che ha raccontato, sempre a ilmattino.it, la sua versione dei fatti di quanto avvenuto quella notte. «Intorno alle 5.15- ha detto Marano- un altro operatore, Francesco Primicerio, presente all’uscita del locale, si portava a una trentina di metri di distanza per sedare una rissa, poi mi avvisava via radio. Io sono giunto sul posto con altri due operatori». Secondo il racconto di Marano, «Primicerio si è trovato davanti quattro persone di cui due a terra. Aveva il tesserino aziendale di riconoscimento ma nonostante ciò uno degli avventori gli sferrava un pugno sulla faccia, facendogli volare via dal volto gli occhiali e continuando l”aggressione nei confronti dello stesso mentre il Primicerio si abbassava per raccogliere le lenti. Soltanto l’intervento di altri due operatori ha permesso di riportare un po’ di calma».

 «Io – prosegue il racconto – ero impegnato telefonicamente con il 113 che ritrasmetteva la mia chiamata di emergenza ai carabinieri alle ore 05:28. Sono stato costretto a chiamare più volte i carabinieri, dato che l’aggressore del Primicerio è rimasto in prossimità del locale in compagnia di altre persone e minacciava tutti noi. Poi un cliente richiamava la mia attenzione sul fatto che uno degli aggressori di Primicerio scivolava rovinando su una vettura parcheggiata a cinque metri di distanza dalla porta del locale, perdendo i sensi nella caduta. Nel rialzarsi uno dei suoi accompagnatori ha detto «gli facciamo pagare tutto ai buttafuori, ci penso io». Purtoppo i carabinieri sono arrivati credo quaranta minuti dopo e non è stato possibile da parte loro identificare i due aggressori».