Gomorra 3, le citazioni: da Tarantino a Scorsese a… John Lennon

Gomorra 3, le citazioni: da Tarantino a Scorsese a… John Lennon

Dai celebri film degli anni ’90 alla serie sulla Banda della Magliana ad una famosissima foto agli occhiali del cantante scattata dalla moglie dopo la sua morte

NAPOLI – Sono diverse le citazioni di altri film, od opere in generale, presenti nella serie televisiva “Gomorra”, che tanto successo ha avuto quante polemiche ha sollevato. Nella terza stagione ce ne vengono in mente almeno tre, guardando le azioni dei protagonisti. Andiamo con ordine. Nella quarta puntata, il personaggio di Genny (interpretato da Salvatore Esposito) viene prima rapito e poi picchiato dai camorristi di Napoli Centro, i “confederati”. Su tutti, torna alla mente la battuta di uno di loro, “O’Crazy”, uno dei due fratelli Capaccio, che gli dice: «Secondo te Avitabile è ‘na femmena?». La domanda  somigla molto a quella pronunciata da Jules, interpretato da Samuel L.Jackson, in faccia al povero Bret, nel film Pulp Fiction di Tarantino del 1994: «Marsellus Wallace ha l’aspetto di una puttana?» .

Proseguendo, arrivando all’episodio cinque, Arturo Muselli e il suo Enzo “Sangue Blu”, fanno addirittura due citazioni.  Durante la scena del furto di un camion, ad opera proprio della sua baby gang, che si conclude con una veloce conversazione tra il giovane «Sangue Blu» e l’autista dello stesso, il giovane leader dei “Talebani” dice alla vittima «Nun me fa’ venì a casa toja», dopo avergli preso il documento dal portafogli e letto nome, cognome e indirizzo. La scena riprende una analoga del film di Scorsese del 1990, “Quei Bravi Ragazzi”, in cui Jimmy Conway, interpretato da Robert Deniro, dice ad un altro guidatore di camion, dopo avergli sottratto lo stesso e il suo contenuto, con il documento tra le mani: «tu non lo sai chi siamo noi ma noi sappiamo chi sei tu, lo capisci?».

Concludiamo le citazioni cinematografiche in una sorta di omaggio a sè stesso fatto da Stefano Sollima, in realtà non più regista nella terza serie, ma presente nelle prime due ed in Romanzo Criminale, serie andata in onda sempre da “Sky Atlantic”. Proprio a quest’ultima serie, anch’essa di grande successo, si rifà il dialogo tra Ciro ed i ragazzi di “Enzo Sangue Blu”, sempre del quinto episodio. Francesco Montanari, in uno dei primi episodi della serie sulla Banda della Magliana, con il suo Libanese, dice ai membri della batteria: «Piamose Roma!». Dopo la scena di una rapina in una banca al Vomero, ecco il monito dell’Immortale ai ragazzi di Napoli Centro: «A gente che vo’ crescere ‘e sord’ l’adda investì». Alla riposta in romanesco di uno dei fratelli Buffoni: «Lo rinvestimo in che?». «Progetto comune, ‘na cosa in grande», insiste Libano, riferendosi alla possibilità di reinvestire i soldi ottenuti per il riscatto di un uomo di origine nobile, che in realtà però era stato ucciso dalla Banda. «Pe se fa chiu’ fort. Vuje che vulit essere?», chiosa Ciro.  Insomma, cambia il dialetto ma non il concetto.

Infine, una citazione non cinematografica viene fatta nell’ultima puntata. In una scena ad alto impatto, i due fratelli Capaccio, “O’ Crazy” e “O’ Diplomato” uccidono infatti il vecchio boss “O’ Stregone”. Subito dopo la scena della sua morte, avvenuta sbattendo più volte la testa contro il tavolo di casa sua, vengono inquadrati i suoi occhiali, sporchi di sangue. Questa inquadratura ricorda molto la fotografia fatta agli occhiali del marito John Lennon da parte della moglie, Yoko Ono, dopo il suo assassinio.

Gli occhiali di John Lennon

Gli occhiali dello Stregone