Tra video presunti e ricatti reali, il prete che denuncia passa per unico mostro

Tra video presunti e ricatti reali, il prete che denuncia passa per unico mostro

La vicenda del sacerdote giuglianese divide l’opinione pubblica in una terra dove pagare il pizzo è ancora prassi consolidata

GIUGLIANO – Da vittima che denuncia un reato odioso a carnefice capace di scabrose nefandezze, la vicenda che ha visto involontario protagonista il sacerdote giuglianese a Succivo fa riflettere e divide l’opinione pubblica. Ma, qualunque sia il punto di vista, corre l’obbligo di fare una netta distinzione tra fatti accertati e teorie tutte da avvalorare.

Rientrano tra i fatti la denuncia ai carabinieri per l’estorsione perpetrata ai suoi danni da due persone che sono finite in manette e, successivamente, ai domiciliari. Così come è un fatto il pagamento di quei mille euro richiesti dai due e trovati in loro possesso al momento in cui i militari, appostati in attesa del pagamento, sono intervenuti. Un fatto è anche la sospensione che la diocesi di Aversa ha deciso per il don. Tutto il resto, invece, è ancora da provare.

Sul rapporto sessuale che avrebbe avuto con uno dei due restano numerosi interrogativi, d’altra parte del presunto video che dovrebbe ritrarre la scena non ve n’è traccia. La denuncia parla anche di stalking, la pressione psicologica ed i ricatti andavano infatti avanti da tempo. Fino a quando il prete, su cui non pende alcun capo di imputazione, ha deciso di parlare invece di mettere a tacere tutto.

Non è dato sapere con certezza se abbia o meno infranto i suoi voti sacerdotali, o tradito il suo mandato. La storia in tutti i suoi aspetti, però, mette in risalto due punti importanti: primo, la complessità delle vicende legate ad argomenti a sfondo sessuale suggerisce estrema attenzione nell’esprimere giudizi, giornalistici e non, sui protagonisti fino alla prova delle accuse; secondo, in una città come Giugliano, in un’area come quella tra le province di Napoli e Caserta, dove è quasi sempre prassi consolidata il pagamento del pizzo richiesto dai vari clan di camorra agli imprenditori, denunciare chi vuole estorcere denaro è, purtroppo, ancora un gesto rivoluzionario.