Ha raccontato le imprese di Maradona: morto lo storico giornalista Luigi Necco

Ha raccontato le imprese di Maradona: morto lo storico giornalista Luigi Necco

Avrebbe spento 84 candeline a maggio



Necco

NAPOLI – Giornalismo e appassionati di calcio in lutto, è morto il giornalista napoletano Luigi Necco, storico volto Rai degli anni 90′. L’uomo deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha raccontato le imprese del Napoli di Diego Armando Maradona. Avrebbe spento 84 candeline a maggio, ma è stato stroncato da una grave insufficienza respiratoria.

Questo il messaggio di cordoglio di de Magistris: «Con Luigi Necco muore un maestro del giornalismo napoletano. Indimenticabile, nei miei anni di gioventù, la sua inconfondibile voce a 90° minuto, sempre puntuale e pungente. Giornalista d’inchiesta e capace di approfondimenti originali, sempre da pungolo per tutti. Con Lui ho avuto un rapporto autentico, di stima e di affetto reciproci, gli ho sempre voluto bene anche quando capitava che non ne condividevo le analisi sulla Città.

Con Luigi Necco se ne va un pezzo storico del giornalismo di Napoli. Un forte abbraccio personale alla famiglia ed al mondo dei giornalisti ai quali anche Necco, da pensatore libero, non risparmiava critiche. Ci resterà il ricordo della sua arguzia, della sua ironia e della sua straordinaria competenza sportiva ed archeologica. L’amministrazione comunale, a mio nome, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di un napoletano vero, autentico, legato alla nostra terra da un profondo amore».

L’ATTENTATO

Nell’ottobre del 1980, Antonio Sibilia, presidente dell’Avellino, si reca accompagnato dall’allora calciatore brasiliano Juary a una delle tante udienze del processo che vede imputato Raffaele Cutolo, capo incontrastato della Nuova Camorra Organizzata. Durante una pausa saluta il boss con tre baci sulla guancia e gli consegna, tramite Juary, una medaglia d’oro con dedica («A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio»).

L’intera vicenda suscita l’interesse giornalistico di Necco, che ne parlerà a 90º minuto. Il 29 novembre 1981 il giornalista viene gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo, detto O Nirone, luogotenente di Cutolo fuori dal carcere.

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