Prescrivevano farmaci a defunti o parenti ignari: 3 arrestati, guai anche per i complici

Prescrivevano farmaci a defunti o parenti ignari: 3 arrestati, guai anche per i complici

False ricette, previa ricezione mensile di indebite somme di denaro (3000,00 euro al mese), consegnatigli dai gestori o titolari della farmacia, erano prescritte da un medico a fantomatici pazienti



CASTEL VOLTURNO – Farmaci prescritti a parenti defunti o quantomeno ignari delle ricette mediche allo scopo di ottenere rimborsi dal Servizio Sanitario Nazionale. Protagonisti i gestori della Farmacia “Cristinziano” di Castel Volturno, oggetto di pesanti provvedimenti da parte della procura di Santa Maria Capua Vetere. Per questo motivo sono finite in manette, ieri, tre persone, due sono state oggetto di divieto di dimora, tre sono indagate a piede libero. Agli arresti domiciliari la farmacista Elisa Cataldo (nella foto con il marito Marcello Ferrara), il medico 65enne di Castel Volturno Giuseppe Pesce ed il 59enne Antonio Ferrara, di Teano.

Oggetto di divieto di dimora, Marcello Ferrara, marito di Elisa Cataldo, 35enne e Svitlana Gurniak, 53enne di Mondragone. Cecilia Caianello, 37enne di Castel Volturno, Vania Duro, 42enne dello stesso comune ed Aurelio Fraumenti, 42 anni, di Afragola, sono invece indagati a piede libero.

Per tutti, tranne che per Fraumenti,  l’accusa è di associazione criminale dedita alla commissione di truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, e commercializzazione internazionale di farmaci acquisiti in maniera illecita.

II grave compendio indiziario ha consentito di far emergere un raffinato sistema truffaldino, imperniato sulla strumentalizzazione della “Farmacia Cristinziano” di Castel Volturno, luogo di ideazione e commissione dei reati: il sistema consisteva nella redazione di ricette mediche, da parte di un medico di base del Sistema sanitario nazionale, il quale, previa ricezione mensile di indebite somme di denaro (3000,00 euro al mese), consegnatigli dai gestori o titolari della farmacia, prescriveva medicinali a fantomatici pazienti, perché deceduti, inesistenti ovvero ancora del tutto ignari delle prescrizioni sanitarie loro intestate.

II secondo segmento dell’illecito traffico consisteva nella presentazione delle false ricette al Servizio Sanitario Nazionale per il relativo pagamento, a titolo di rimborso per la farmacia. Infine – ed è questo il terzo segmento – la disponibilità, da parte del sodalizio criminoso, di consistenti quantitativi di medicinali privi di fustelle veniva utilizzata per la commercializzazione abusiva all’estero dei medesimi farmaci, potendo contare su di una struttura criminale transnazionale.

L’indagine trae origine da una segnalazione inviata ai Carabinieri del N.A.S. di Caserta dal Direttore Generale cieli’ ASL di Caserta, nella quale veniva posto in evidenza che, da una verifica contabile interna, effettuata sulle prescrizioni mediche dell’anno 2013, emergeva che il medico di base di Castel Volturno, aveva generato una spesa farmaceutica per ogni paziente pari ad euro 808,33, rispetto alla media aziendale di euro 167,00.

I successivi approfondimenti investigativi permettevano di dimostrare che il medico di base, dal 2013 al 2016, in cambio di indebite somme di danaro, aveva emesso e fornito alla farmacia ricette mediche, per un valore superiore ad euro 800.000,00, intestate a pazienti deceduti, inesistenti o, comunque ignari.

Le attività investigative hanno altresì consentito di accertare che molte delle ricette venivano emesse direttamente dalla titolare della farmacia o dai suoi collaboratori, grazie all’utilizzazione dei ricettari, dei timbri, messi a disposizione dal medico unitamente alle proprie credenziali di accesso al sistema nazionale, che permette l’emissione delle ricette dematerializzate.

Ottenute le ricette, la farmacista ed i suoi collaboratori, alcuni dei quali destinatari del provvedimento eseguito nella giornata odierna, asportavano i bollini segnaprezzo dalle confezioni di farmaci, che apponevano sulle false ricette; mentre le confezioni di farmaci defustellate venivano destinate ad un mercato clandestino, europeo (Ucraina).

Nel corso delle indagini sono state acquisite ed esaminate circa 200.000 ricette e sequestrate oltre 3.000 confezioni di farmaci prive delle fustelle, circa 1.200 ricette in bianco, più di 500 fustelle segnaprezzo, timbri, materiale informatico, ecc. II danno all’Erario è stato stimato pari a circa 300.000,00 Euro; ed è per questi motivi che è stato emesso anche un decreto di sequestro di pari importo a carico degli indagati, per valori equivalenti.

Le condotte contestate riguardano molteplici episodi di truffa aggravata ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, di corruzione, di falso in atto pubblico, di ricettazione dei farmaci privi delle fustelle, nonché il delitto di associazione per delinquere, con l’aggravante della transnazionalità (ex art. 4 I. 146/2006), in quanto il sodalizio criminoso era proiettato ad introitare gli illeciti profitti non solo grazie al sistema truffaldino ai danni del SSN, ma anche attraverso la commercializzazione dei farmaci defustellati in territorio straniero

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