Antonio ucciso a coltellate, l’assassino sul luogo del delitto: “Cosa è successo”?

Antonio ucciso a coltellate, l’assassino sul luogo del delitto: “Cosa è successo”?

Antonio è stato ucciso con 7 coltellate al petto e poi abbandonato in un canale. Trovata anche l’arma del delitto

BUONABITACOLO – Ha ucciso Antonio Pascuzzo con 7 coltellate al petto,  ha trascinato, per circa 50 metri il corpo esanime del malcapitato, successivamente gettandolo da un dislivello di circa 5 metru, sul greto del corso d’acqua dove è stato rinvenuto.

Karol Lapenta,  18enne incensurato, apprendista macellaio, nel corso di un lungo interrogatorio notturno presso la caserma dei carabinieri di Sala Consilina, ha ammesso di aver ucciso Pascuzzo la sera stessa della sua scomparsa utilizzando un coltello per impossessarsi di un modesto quantitativo di marijuana, detenuta dalla sua vittima.

L’ASSASSINO E’ TORNATO SULLA SCENA DEL CRIMINE

Ma l’assassino, mentre i carabinieri cercavano il corpo del 18enne scomparso in fiume, a Buonabitacolo ne pressi del campo sportivo di Buonabitacolo, è tornato sulla scena del delitto. Durante le ricerche di Antonio, scomparso lo scorso 6 aprile,  che viveva a Buonabitacolo da qualche mese con il padre e lo zio dopo essere rientrato dal Perù, Karol era sul luogo insieme alla folla di curiosi e cittadini del posto. Si guardava attorno e chiedeva ” Cosa è successo?“.

Eppure come fossero andate le cose il giovane 18enne lo sapeva benissimo. I ragazzo di origini polacche è andato via poco dopo l’arrivo del carro funebre. Poco dopo essere stato convocato dai carabinieri ha confessato l’omicidio: “Sono stato io”. Le prove della sua colpevolezza sul cellulare della vittima: probabilmente i due giovani avevano appuntamenti per “motivi legati alla droga”. Dopo una lite, Karol ha sferrato 7 coltellate al giovane Antonio ad altezza del petto, uccidendolo, poi ha trascinato il corpo per 50 metri, per abbandonarlo in un canale. L’assassino dopo la confessione ha fatto ritrovare anche l’arma del delitto: lo aveva ripulito e nascosto nel suo zaino.

IL GIORNO DELLA SCOMPARSA

Antonio aveva ricevuto un sms sul cellulare la sera del 6 aprile. Aveva detto ai parenti  di uscire con la scusa di andare a comprare le sigarette, ma non è più tornato, né dato notizie di sé ai suoi parenti. Dopo due chiamate senza risposta, da parte del padre, alle 22,40 , il cellulare non è risultato più raggiungibile. Il giovane fermato è stato condotto nel carcere di Potenza.

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