Tram Teatro apre la stagione con la compagnia “Le ore piccole”: in scena “Audizione”

Tram Teatro apre la stagione con la compagnia “Le ore piccole”: in scena “Audizione”

La pièce teatrale, vincitrice del Premio al Miglior Spettacolo del TRENTATRAM FESTIVAL 2018, andrà in scena dal 5 al 7 ottobre


NAPOLI – Il Tram Teatro di Napoli apre la nuova stagione teatrale con la pluripremiata pièce teatrale “AUDIZIONE” della compagnia “Le Ore Piccole”, dalla regia di Francesco Toto. Lo spettacolo, vincitore del Premio al Miglior Spettacolo del TRENTATRAM FESTIVAL 2018, andrà in scena dal 5 al 7 ottobre.

Il testo è stato scritto e composto dalla giovane drammaturga Chiara Arrigoni, che salirà sul palcoscenico al fianco di Andrea Ferrara e Massimo Leone, vincitore del Premio Miglior Attore lo scorso 11 maggio al Teatro dell’Osso di Napoli. La trama è ispirata a un fatto di cronaca avvenuto nel Regno Unito (Sex roulette, allarme nel Regno Unito per la folle moda: fare sesso di gruppo con un partecipante sieropositivo, senza sapere chi è) che coinvolge una casta di ricchi annoiati che scherzano con la propria vita. La notizia in Italia passa quasi inosservata, ma Chiara Arrigoni decide di trasformare quell’episodio terribile in un testo teatrale. L’idea è quella di raccontare la storia di due ragazzi costretti a sottostare a un ingiusto e crudele processo di selezione. Il gioco di potere e sopraffazione a cui sono sottoposti si trasforma nella metafora di tutto il mondo del lavoro che sottopone chi vuole farne parte a dinamiche spietate e predilige chi è disposto a fare il “lavoro sporco” mettendo a tacere la propria coscienza. “Mors tua vita mea”: la pressione per essere scelti spinge i candidati a dare il peggio di sé, a diventare il peggio di sé e a piegarsi alla legge dell’homo homini lupus. Dominare il prossimo per sopravvivere, fingendo con se stessi di non avere scelta. Ma, forse, c’è sempre lo spazio per fare una scelta che ci renda umani seppure in un contesto forzatamente disumanizzante.

Una situazione claustrofobica che il pubblico origlia di nascosto. Le gerarchie tra i personaggi sono chiare: un esaminatore dietro al tavolo, due candidati dalla parte opposta della scacchiera, sottoposti a un’osservazione impietosa e a un interrogatorio crudele che sa di routine. La scena è illuminata da una luce fredda al neon che abbruttisce e fa sentire i candidati più nudi, più vulnerabili, più soli.