Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, in manette anche 2 finanzieri infedeli

Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, in manette anche 2 finanzieri infedeli

Quattordici in totale le persone arrestate per truffe, falso ideologico, sostituzione di persona e falsa testimonianza


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TORRE ANNUNZIATA – Dopo lo stralcio che ha investito anche tre giudici di pace, arriva la seconda puntata dell’inchiesta sui falsi incidenti. Il  Gruppo  della  Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta eseguendo un’ordinanza applicativa di misure  cautelari  personali nei  confronti di decine di persone accusate di associazione per delinquere che, con carattere di serialità, era dedita alle truffe assicurative, falso ideologico, sostituzione di persona e falsa testimonianza. Le investigazioni, dirette dalla Procura di Torre Annunziata, hanno permesso di riscontrare l’esistenza di un gruppo capace sistematicamente di architettare falsi incidenti stradali o di alterare le effettive circostanze di quelli realmente accaduti, allo scopo di ottenere indebiti risarcimenti dalle compagnie assicurative.

In manette sono finite 14 persone: tra queste, per favoreggiamento, figurano due finanzieri incastrati dai colleghi e nuovamente l’avvocato Ivo Varcaccio Garofalo, già arrestato nella prima puntata dell’inchiesta sulla corruzione dei Giudici di Pace.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe Salvatore Verde, anche lui già in carcere, accusato di aver reclutato la clientela dei falsi incidenti nella sua agenzia di Boscoreale. Dunque, è stato ricostruito un sistema di falsi incidenti stradali o di alterazione di quelli realmente accaduti, in modo da ottenere risarcimenti non dovuti dalle compagnie assicurative.

In totale sono coinvolte a vario titolo 112 persone, tra cui altri due avvocati, periti, carrozzieri, proprietari di auto e decine di falsi testimoni «professionisti». Grazie all’esperto perito Nunzio Sosto Archimio, braccio destro di Verde e vero esperto del settore sinistri, era stato organizzato un vero e proprio gruppo di «agenti» (tra cui alcuni pregiudicati) procacciatori di «clienti» che mettevano a disposizioni le loro auto o moto per organizzare i falsi incidenti. L’organizzazione avveniva solo grazie al rispetto di un vero e proprio tariffario, che stabiliva quasi una percentuale fissa su ogni risarcimento danni andato a buon fine.

Tra gli episodi ricostruiti, anche la complicità di alcuni carrozzieri di Boscoreale e Scafati che, il giorno prima delle perizie necessarie a stabilire l’entità dei danni ai veicoli falsamente incidentati, sostituivano pezzi (ad esempio il paraurti) con ricambi danneggiati. Inoltre, alcune volte gli stessi incidenti sono stati «replicati» a distanza di anni, con referti medici a cui era stata modificata solo la data. E ancora, in un caso la stessa auto era stata coinvolta in due incidenti nella stessa giornata.