Psicosi rapimenti e pedofilia, tra falsi allarmi il vero pericolo viaggia sui social

Psicosi rapimenti e pedofilia, tra falsi allarmi il vero pericolo viaggia sui social

Stamattina l’ultimo caso fuori una scuola a Giugliano


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GIUGLIANO – Una psicosi collettiva e pericolosa che può creare danni. In questi giorni i canali social sono inondati di segnalazioni allarmanti che vedrebbero i bambini di mezza Regione nel mirino di malintenzionati, ma al momento riscontri reali e verificati non ce ne sono. Dal furgone con presunti rapitori di etnia rom avvistato più o meno ovunque, tanto da suscitare l’attenzione anche delle istituzioni, all’ipotetico pedofilo scoperto fuori scuola a Giugliano a scattare foto ai bambini, con seguente delegazione di genitori preoccupati a colloquio con il sindaco fuori il comune.

La situazione ha rischiato seriamente di degenerare, tanto che solo l’arrivo della Polizia ha salvato l’uomo dal linciaggio. Gli agenti pare non abbiano trovato sul suo telefono alcuna immagine compromettente, e lo hanno semplicemente portato altrove per evitare che le cose precipitassero. A quanto risulta, quindi, si è trattato di un altro falso allarme.

L’emergenza sicurezza è forte, ma a contribuire ci pensa la facilità – o meglio, la faciloneria – con cui si spargono a macchia d’olio foto, informazioni e link senza alcuna verifica. Una corsa alla denuncia che ricorda tempi ben più bui, in cui bastava essere additato dalla folla per finire male. In tutto ciò è forte anche la responsabilità di noi operatori dell’informazione, chiamati sì a raccontare i fatti senza omissioni, ma anche a contenere gli eccessi “di pancia” per non fomentare un clima di paura e odio.

Così come imprescindibile è il ruolo delle istituzioni chiamate a garantire quella sicurezza necessaria a tutta la cittadinanza, ma in particolar modo a quelle fasce più delicate come bambini e anziani. Tutto, però, passa attraverso il filtro di una coscienza collettiva particolarmente sensibile. Oggi, probabilmente, Battisti si chiederebbe: “Come può uno scoglio arginare le chat Whatsapp delle mamme?”.

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