“Un anno qui è come 10 anni vissuti al Nord”: lo sport come salvezza

“Un anno qui è come 10 anni vissuti al Nord”: lo sport come salvezza

La dichiarazione del calciatore napoletano Marco Borriello fa da eco durante queste manifestazioni sportive


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CASORIA – Sport come palestra di vita, con tante realtà che nel loro piccolo si impegnano per offrire un futuro migliore a tanti giovanissimi. Al sabato pomeriggio nel campo sportivo Jepson, a Casoria, numerose scuole calcio si riuniscono per tornei federali F.I.G.C. ormai da diversi anni, è una vetrina importante per piccoli aspiranti campioni che molte volte sono stati osservati anche da gente del calibro dell’ex capitano del Napoli Francesco Montervino e da Luigi De Laurentis.

Molte volte, i “campioncini” provengono da realtà difficili e complicate, come quelle di S. Giovanni a Teduccio o Barra, situazioni nelle quali lo sport, in questo caso il calcio, è una delle poche occasioni per emergere da un contesto etichettato spesso negativamente come “Bronx”.

Tra le squadre partecipanti il Centro Ester Carioca, in questo momento primo in classifica a punteggio pieno nel campionato riservato alla categoria 2010. In organico tecnici come Camillo Liccardi, ex centrocampista con una lunga esperienza in serie D, e Luigi Piatti.

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LE PAROLE DEL MISTER

È proprio mister Piatti a spiegarci che “rispetto ed educazione sono le prime cose che si insegnano in questo ambiente, il mister diventa una figura paterna verso i propri ragazzi e si concentra dal punto di vista umano più che sportivo nel seguirli. Ci troviamo non solo ad allenare, ma a rivestire spesso un ruolo centrale nella vita dei giovani, ad esempio diventando un accompagnatore personale per qualche ragazzo che ha genitori non auto muniti o che non è seguito, a volte perché purtroppo sono tra le mura di un carcere. Quello che mi colpisce di questi ragazzini è come prendono seriamente l’allenamento, in quell’ora e mezza lasciano fuori dal campo i problemi, a 9 anni sono costretti a crescere prima ed a volte sono capaci di ragionamenti che mi spiazzano. Si ha un rapporto non solo sportivo ma anche personale, non bisogna mai dimenticare che si tratta pur sempre di bambini che per età si stanno approcciando alla pubertà, per loro diventi una sorta di psicologo, un fratello maggiore ed una guida, è importante essere un esempio positivo per questi ragazzi e sono sicuro che qualcuno di loro un giorno ci darà soddisfazioni”.

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