Indagine “Black Job Market”: arrestato cinquantenne per caporalato

Indagine “Black Job Market”: arrestato cinquantenne per caporalato

Nell’occasione sono state sorpresi 20 lavoratori “in nero”, tra cui una donna invalida, una minore di anni 14 e una donna in stato di gravidanza, tutte intente alla raccolta di fagiolini sotto serra


MONDRAGONE/SPARANISE – La Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone ha portato a termine ulteriori accertamenti investigativi nell’ambito della più ampia indagine denominata “Black Job Market”, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria C.V., per la repressione del c.d. caporalato in agricoltura, fenomeno criminale che da anni inquina e brutalizza il mercato del lavoro per la raccolta dei prodotti ortofrutticoli, con particolare invasività nei territori del litorale domizio e dell’entroterra mondragonese.

Questa volta a finire nelle maglie della giustizia è stato un altro caporale, di nazionalità bulgara, A.A.V. (classe 1968), tratto in arresto nella flagranza di reato dalle fiamme Gialle di Mondragone, all’esito di un controllo eseguito su un campo agricolo in Sparanise (CE) eseguito lo scorso 27 novembre, nel quale venivano sorpresi oltre al caporale , 20
lavoratori, tra cui una donna invalida, una minore di anni 14 e una donna in stato di gravidanza, tutte intente alla raccolta di fagiolini sotto serra.

Le emergenze indiziarie raccolte in mesi di intercettazioni e prolungati appostamenti sono state anche in questa occasione avvalorate dalla successiva audizione dei braccianti. Dall’intera attività accertativa è emersa la stessa degradante ed allarmante situazione di sfruttamento, che era già emersa chiaramente nelle precedenti operazioni di polizia, sulla base della quale il competente G.I.P. ha da ultimo convalidato l’arresto di iniziativa.

Nel corso delle indagini è stato anche riscontrato che parallelamente all’attività illecita di intermediazione, l’odierno indagato A.A.V. aveva avviato una vera e propria attività imprenditoriale nel settore agricolo, provvedendo direttamente all’acquisto di partite di ortaggi ancora sul campo, che successivamente venivano vendute ad altri operatori del settore, realizzando così illeciti profitti, fino al 400% del costo della mano d’opera reclutata
e sfruttata.

Con l’odierno arresto salgano a 3 i canali del reclutamento illecito dei braccianti finora neutralizzati dalla Compagnia di Mondragone, che ha monitorato già da tempo il fenomeno al fine di comprenderne dinamiche e metodologie, per poi individuarne le specifiche responsabilità criminali.