A San Valentino, il Napoli regala tre “baci” allo Zurigo: al Letzigrund è 3-1 per gli azzurri

A San Valentino, il Napoli regala tre “baci” allo Zurigo: al Letzigrund è 3-1 per gli azzurri

La prima partita del dopo-Hamsik vede il Napoli sbloccarsi in trasferta: Insigne, Callejon e Zielinski firmano i primi gol “esterni” del 2019


ZURIGO – Massima resa con il minimo sforzo. Con questa frase si può sintetizzare la partita del Napoli a Zurigo. Gli azzurri si sono imposti per 3:1 al Letzigrund in un confronto nella quale la differenza tra le due formazioni è apparsa netta, anche se il Napoli ci ha messo del suo, nel finale, per compromettere il risultato ed una qualificazione decisamente ipotecata nell’arco della gara.

La partita è stata quasi un monologo degli azzurri, nel quale il divario tecnico, tattico ed individuale è stato evidente per larghi tratti di gara.
Nonostante tutto, il Napoli è riuscito ad essere efficace solo a sprazzi, quasi a comando; consapevole della sua enorme superiorità, alla squadra azzurra è bastato davvero poco per mettere in crisi, sin dall’inizio, il carente reparto arretrato degli svizzeri di Magnin.

Gli azzurri hanno subito sbloccato il punteggio, approfittando della topica colossale di Brecher. Un facile controllo di palla dell’estremo difesore diventa goffo ed approssimativo, trasformandosi in un assit per il vicino Milik. Il numero 99 azzurri serve l’accorrente Insigne che, a porta vuota, deve solo sospingere in rete.

Il Napoli gestisce il vantaggio con un possesso palla costante ma mai votato al gioco in profondità. In compenso, l’accentramento delle “finte ali” Zielinski e Callejon aprono ampi varchi sulle corsie laterali, dove il Napoli fa il bello ed il cattivo tempo.

Buona prova di Malcuit contro lo Zurigo

Se da sinistra, infatti, un arruffone ed impreciso Ghoulam non riesce quasi mai a trovare uno spunto efficace, da destra Malcuit riesce ad essere più incisivo. Dal suo piede, nasce il raddoppio azzurro: il suo traversone rasoterra è una gradita cortesia per Callejon, il quale irrompe nel cuore dell’area di rigore e di destro batte, il nuovamente non irreprensibile Bracher, sul primo palo.

Sono passati poco più di venti minuti ed il Napoli ha già archiviato la pratica. Il resto del primo tempo è semplice accademia, fatta da passaggi da un versante all’altro ma anche da tanti errori di misura e palloni persi, sintomo di un evidente calo di concentrazione degli azzurri.

Il secondo tempo vede lo Zurigo più intraprendente ed un Napoli più sparagnino. I partenopei giocano al gran risparmio, accontentandosi di pungere lo Zurigo con veloci ripartenze. Gli svizzeri, dal canto loro, trovano in Marchesano e Kololli i migliori interpreti del loro apparato offensivo, ma Meret dorme sogni tranquilli.

Non li dorme, invece, Brecher, il cui voto in pagella si alza drasticamente dopo aver disinnescato le conclusioni a botta sicura di Callejon, Koulibaly e Milik, evitando una vero e proprio tracollo. Il portiere svizzero deve però capitolare per la terza volta, quando Zielinski finalizza al meglio la più bella azione del Napoli: manovra che parte dalle retrovie, passando da destra a sinistra ed evolvendosi su Callejon; lo spagnolo stavolta si veste da uomo-assist e fornisce un pallone più che invitante a Zielinski, il quale lo controlla, e lo scaraventa alle spalle di Brecher, dopo aver messo a sedere due difensori svizzeri.

Il 3:0 chiude partita e, molto probabilmente, il discorso qualificazione, ma ha, paradossalmente, un potere ricostituente e galavanizzante per lo Zurigo. La squadra sembra scossa, in senso positivo, dal terzo gol del Napoli e mette in pratica un forcing che gli azzurri, paghi del risultato e offuscati da un evidente calo della soglia dell’attenzione, soffrono in particolar modo.

I dieci minuti finali sono tutti appannaggio dello Zurigo che riesce ad accorciare le distanze grazie al rigore trasformato da Kololli, decretato da Mazic per un (dubbio) fallo di mano di Maksimovic. Il centrocampista del Kosovo accorcia le distanze con una perfida “panenka” ma altrettanto efficace e spettacolare.

Il Napoli, dopo aver subito il gol cerca di alzare nuovamente il baricentro, ma forze e volontà non vanno di pari passo. Un euforico Zurigo può approfittarne per cercare di segnare un altro gol e rendere la sconfitta più dignitosa ma anche per giocarsi una residua possibilità di qualificazione al San Paolo.

Il sogno di rimonta degli svizzeri si spegne sulla traversa colpita da Krieziu, a pochi minuti dalla fine. La splendida conclusione volante dell’altro calciatore del Kosovo in forza allo Zurigo, si stampa prima sulla traversa e poi sul palo della porta difesa che Meret, che poi si supera respingendo la ribattuta di Khelifi. Una manciata di secondi più tardi, dal potenziale 3:2 al potenziale 4:1: Ounas divora l’ennesima occasione da gol, concludendo su Brecher in uscita. Poi, il triplice fischio di Mazic.

Arrivano i gol fuori casa e la prima vittoria esterna di questo 2019, ma nonostante il risultato sia confortante in vista della gara di ritorno, non ci sentiamo di dire che il Napoli abbia passato l’esame-trasferta a pieni voti. L’avversario di turno si è dimostrato modesto; ciononostante, il Napoli ha tirato il freno a mano fin troppo presto, giocando per buona parte della gara con una certa presunzione. Per andare avanti servirà un Napoli meno spocchioso e più efficace ma, almeno, a Zurigo c’è stata la fine del digiuno del gol, ormai insostenibile.

Ma adesso, c’è da passare l’esame di italiano e la prossima interrogazione verterà sull’argomento Torino, prossimo avversario di scena al San Paolo. La squadra di Mazzarri è in un discreto stato di forma e le ambizioni per un posto in Europa League sono più che lecite. Sarà compito del Napoli sbarrare la strada al nostro ex-mister.

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