Aversa, nuove iniziative del Centro Fiamma per il reinserimento sociale dei detenuti

Aversa, nuove iniziative del Centro Fiamma per il reinserimento sociale dei detenuti

Le sinergie che la direttrice Giacquinto sta costruendo con l’associazione, mirano a fare della Casa di Reclusione della città un istituto in linea con gli standard europei di apertura e umanizzazione della detenzione


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AVERSA – Il Centro Nazionale Sportivo Fiamma ha avviato in queste settimane dei progetti sociali da svolgersi all’interno degli istituti penitenziari della Campania, con il patrocinio del Garante dei Detenuti della Campania. Il primo progetto ad essere iniziato è quello sportivo presso la Casa di Reclusione di Aversa, ex OPG “Filippo Saporito”, grazie ad una sinergia avviata tra la dirigenza dell’istituto penitenziario, la Dott.ssa Carlotta Giacquinto e l’associazione Fiamma, che nelle passate settimane ha sottoscritto un protocollo di collaborazione.

Durante il progetto oltre all’attività di avviamento allo sport, verrà anche promosso un corso di arbitro, al fine di riconoscere anche un percorso formativo, mentre le attività verranno svolte il sabato mattina preso il campetto dell’istituto o nei locali al chiuso in caso di cattivo tempo e vedrà coinvolti un numero consistente di detenuti divisi per attività

Le sinergie che la direttrice Giacquinto sta costruendo con l’associazione, mirano a fare della Casa di Reclusione di Aversa un istituto in linea con gli standard europei di apertura e umanizzazione della detenzione. L’ex Opg di Aversa, dove ora si trova il carcere a misura attenuata, è stato tra l’altro il primo manicomio giudiziario d’Italia.

Le attività saranno coordinate invece dalla Dott.ssa Gilda pezzullo, che guida un equipe di operatori come la Dott.ssa lametta Annarita, ed il responsabile delle attività sportive Eduardo Cimmino, lo stesso dichiara “risistemare il campo, palloni, casacche e conetti sportivi, questi sono stati le prime attrezzatture sportive che hanno visto i detenuti che sono stati inseriti nell’attività progettuale, dopo molto tempo” – continua il responsabile sportivo del Fiamma – “queste persone per una serie di lungaggini burocratiche non svolgevano nessuna attività motoria, quindi la prima cosa sarà di farli riabituare al movimento fisico”

Sul progetto il responsabile dell’associazione Centro Fiamma, Antonio Arzillo (nella foto) fa notare “che lo svolgimento di attività culturali e sociali all’interno degli istituti penitenziari, pur essendo una realtà ormai consolidata, non ha un quadro normativo di riferimento particolarmente sviluppato. I programmi variano da istituto a istituto, le attività ricreative, tra cui lo sport, sono considerate dal 1975, anno della riforma dell’ordinamento penitenziario, uno dei pilastri del trattamento penitenziario che dovrebbe ottenere la rieducazione del condannato. Purtroppo una delle cause della scarsa pratica sportiva è meramente strutturale” – continua il dirigente – “qui siamo riusciti grazie alla volontà della direzione penitenziaria di poter ripristinare il campetto e di avviare un inziale progetto sportivo, ma presto ne seguiranno altri su nuovi settori, anche al fine di fare sperimentazione sociale”

Infine come sottolineato più volte dal garante dei Detenuti Ciambriello «In Campania vi sono circa 8.000 detenuti, per 95 educatori e 43 psicologi. L’obiettivo sarà quello di aumentare gradualmente il numero di figure sociali a supporto di chi sconta la pena. Già durante quest’anno il numero di psicologi, assistenti sociali, sociologi, educatori sociali, avvocati che con continuità si sono recati nelle carceri, per mettere in campo nostre progettualità, sono aumentati. Il prossimo obiettivo che ci poniamo è quello di avviare corsi di formazione professionale da destinare ai detenuti»