Camorra, sequestrati oltre 1 miliardo di lire: il clan dei Casalesi voleva convertirli in euro

Camorra, sequestrati oltre 1 miliardo di lire: il clan dei Casalesi voleva convertirli in euro

Grazie all’ingegnoso sistema 200mila lire rendevano 32 euro


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ROMA/NAPOLI – La criminalità organizzata e, in particolare il clan dei Casalesi, aveva escogitato un sistema per convertire dalle lire all’euro ingenti somme di denaro ritenute frutto di attività illecite, finora rimaste occultate, grazie a degli intermediari. È quanto hanno scoperto la Guardia di Finanza di Roma e Napoli che, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno arrestato 4 persone tra cui figura una persona condannata per associazione mafiosa. I finanzieri hanno sequestrato banconote fuori corso legale per un valore di 1 miliardo e 100 milioni di lire. Dalle intercettazioni è emerso che grazie all’ingegnoso sistema 200mila lire rendevano 32 euro agli indagati a cui si contesta il tentato riciclaggio.

IL SISTEMA DI RICICLAGGIO

Il meccanismo prevedeva che la riconversione della somma avvenisse in piccole tranche e per attribuire all’operazione una parvenza di legalità venivano predisposti anche documenti attestanti una normale vendita di valuta storica. In uno dei casi finiti sotto la lente degli investigatori la conversione si sarebbe dovuta concludere in una banca svizzera. La scadenza per la riconversione delle lire in euro venne fissata per il 28 febbraio 2012, poi c’è stato un decreto legge del governo Monti, che ha anticipato la scadenza al novembre 2011, un decreto che però la Corte Costituzionale il 7 ottobre del 2015, ha successivamente dichiarato illegittimo. A seguito di questa decisione la Banca d’Italia ha deciso di agevolare tutti coloro che avevano presentato domanda di riconversione della valuta tra novembre 2011 e febbraio 2012.

Lo stratagemma della criminalità organizzata, che si basa di documentazione falsa, si fondata proprio su questo particolare che favorisce chiunque dal 22 gennaio 2016 è in grado di documentare di aver richiesto di convertire le lire tra il 06 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012. E, in quei mesi, la Banca d’Italia ha ricevuto 254 domande, per 5.099.693.710 convertiti 2.633.772 euro. Dalle intercettazioni è anche emerso che le lire, grazie a un altro sistema, andavano a finire in Svizzera. Su questa informazione raccolta dagli investigatori si è aperto un altro filone di indagini.