Il pomeriggio di fibrillazioni che ha portato all’arresto di Marco Di Lauro: così è stato catturato il superboss

Il pomeriggio di fibrillazioni che ha portato all’arresto di Marco Di Lauro: così è stato catturato il superboss

Smentite le voci secondo cui sarebbe stato Salvatore Tamburrino a rivelare il nascondiglio agli inquirenti


di lauro

NAPOLI – Quello che era stato rubricato come un episodio di femminicidio fine a se stesso con il passare delle ore aveva assunto un’importanza rilevante per la cattura del boss Marco Di Lauro. Questa era la notizia, smentita poi dall’avv. Domenico Smarrazzo, legale di Salvatore Tamburrino, secondo cui il suo assistito avrebbe in qualche modo portato le forze dell’ordine dal boss.

Erano intensi i legami tra “F4” e Salvatore Tamburrino, l’uomo che ha ucciso la moglie Eleonora Matuozzo, 33 anni, ieri a Melito e poi si è costituito poche ore prima della cattura del latitante ma Tamburrino non ha mai fatto nessun riferimento a Paolo Di Lauro, nè col suo avvocato, nè durante l’interrogatorio col sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Nord Antonio Vergara, nè al terzo piano della Questura di Napoli dove è stato poi portato prima di essere trasferito al carcere di Poggioreale.

Avevano tratto in inganno anche le parole del Questore di Napoli, Antonio De Iesu, che rispondendo in conferenza stampa – in seguito all’arresto di Di Lauro – a chi ha chiesto se ci fosse un nesso tra i due fatti: “Nel primo pomeriggio c’è stata una inusuale fibrillazione dell’attività investigativa che ci ha consentito di fare degli intrecci per arrivare all’abitazione dove si nascondeva Marco Di Lauro”.

Chi era Tamburrino. Salvatore Tamburrino, 40enne del quartiere Secondigliano ed ex sorvegliato speciale. Con Giovanni Cortese hanno fatto la storia del clan Di Lauro. Da sempre vicinissimi a Paolo Di Lauro erano diventati i guardaspalle/factotum dei figli, in primis Marco, ma anche di Salvatore (F9). L’uomo, con una sfilza di precedenti a carico, nel 2007 fu vittima di un agguato al Rione dei Fiori nell’ambito della cosiddetta faida di Scampia. In prognosi riservata per giorni, riuscì a salvarsi dopo un delicato intervento chirurgico. Oggi pare si occupasse degli affari “sporchi” ovvero dei negozianti che non si piegavano alle richieste di pizzo. Recentemente era stato condannato per lesioni gravi a un commerciante che non aveva voluto cedere all’estorsione.

La ricostruzione. Salvatore Tamburrino, 40 anni, si è recato ieri nell’abitazione dei suoceri dove si trovava la moglie che si era trasferita lì in attesa della separazione dal marito. Dopo un raptus l’ha uccisa con 3 colpi di pistola davanti ai suoi figli di 14 e 7 anni. Subito dopo è scappato per sfuggire ai parenti della vittima che abitavano nello stesso stabile di via Giovanni XVIII detto anche “Parco Queen”. A quel punto ha chiamato il suo avvocato Domenico Smarrazzo e si è costituito. Ed è qui che si è diffusa erroneamente la notizia della presunta rivelazione del nascondiglio del figlio di Ciruzzo ‘o milionario alle forze dell’ordine.

Ciò che è la realtà, invece, è un probabile spostamento dalla casa di Chiaiano del boss Di Lauro che pare fosse in programma. Dalle linee telefoniche intercettate dalle forze dell’ordine si sono ricavate le informazioni sul nascondiglio della primula rossa della camorra. Le parole di De Jesu, quindi, non facevano riferimento al femminicidio di Melito come in tanti hanno pensato ma a quelle intercettazioni che hanno poi portato al blitz.

Il blitz. Dopo aver capito dove si trovasse Marco Di Lauro in pochissimo tempo si è organizzata l’irruzione con centinaia di uomini delle forze dell’ordine in via Emilio Scaglione, tra Chiaiano e Piscinola-Marianella a due passi dal suo feudo: Secondigliano. Marco Di Lauro è stato arrestato mentre pranzava con la compagna, che lo ha abbracciato mentre i poliziotti lo portavano via. Di Lauro era latitante dal 7 dicembre 2004 quando sfuggì a un maxi blitz che passerà alla storia giudiziaria come la “notte delle manette”.

Gli inquirenti fanno sapere che zona dove si trova l’alloggio di F4 era da tempo sotto la stretta osservazione delle forze dell’ordine. Gli investigatori sapevano che il rampollo del potente clan del quartiere Secondigliano non poteva essere molto lontano.

Il legale di Tamburrino: “Nessun collegamento con la cattura di Di Lauro. Ha tentato due volte il suicidio”