All’Arsenal basta un tempo ed il Napoli sprofonda. A Londra è 2-0 per i Gunners

All’Arsenal basta un tempo ed il Napoli sprofonda. A Londra è 2-0 per i Gunners

All’Emirates Stadium il Napoli gioca un primo tempo disatroso, che paga con le reti di Ramsey e Torreira. Meret fa miracoli, Insigne e Zielinski sprecano. Ma al San Paolo c’è ancora speranza.


LONDRA – Il deja-vu è servito. Contro l’Arsenal, all’Emirates Stadium, finisce esattamente come cinque anni fa. I Gunners di Emery vincono per 2:0, con i gol di Ramsey e Torreira in una partita che il Napoli ha iniziato a giocare solo nel secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco assolutamente disastrosa. Tra una settimana, al San Paolo, servirà una partita più che perfetta per ottenere il pass delle semifinali. Non certamente il Napoli di stasera.

Cosa c’è da salvare
Paradossalmente, il risultato. Se l’Arsenal avesse vinto con quattro gol di scarto non ci sarebbe stato nulla da eccepire. Lo 0:2 invece lascia aperto ancora qualche spiraglio per la qualificazione. Se l’Arsenal si può definire quasi imbattibile tra le mura dell’Emirates, non si può dire lo stesso lontano dalla terra di Albione, dove contro BATE e Rennes (nei turni ad eliminazione diretta) è tornata a casa sempre a mani vuote. Da salvare, in parte, il secondo tempo ma, onestamente, giocare peggio che nel primo tempo era un’impresa ardua e c’è da mettere in conto il calo atletico dell’Arsenal rispetto al primo tempo, giocato a ritmi forsennati.
Bene anche Meret, migliore in campo degli azzurri, che ha tolto dalla porta almeno due gol praticamente fatti.

Cosa non ha funzionato
L’approccio mentale, prima di tutto. Il Napoli ha subito per tutto il primo tempo senza mai opporsi con una reazione, anche minima. L’Arsenal ha padroneggiato in lungo ed in largo, approfittando della giornata negativa azzurri. Il centrocampo azzurro, ad esempio, è stato sovrastato.; Allan e Ruiz giravano a vuoto contro il giro palla degli uomini di Emery. Palloni persi in maniera sanguinosa, due dei quali si sono trasformati nelle due reti dell’Arsenal. La corsie esterne, presidiate da Hysaj e Mario Rui erano della autostrade, percorse a gran velocità da Kolasinac e Maitland-Niles. Di

Mertens irriconoscibile contro l’Arsenal

Mertens non si hanno avuto notizie se non quando è stato richiamato in panchina, e forse l’ingresso di Milik è stato tardivo, per non dire che il polacco avrebbe dovuto partire dall’inizio, ma con il senno di poi è semplice parlare. Certo, quel paio di occasioni che il Napoli ha creato fossero state capitalizzate, staremo parlando di una partita diversa e con prospettive per il ritorno più positive.

Le occasioni mancate
Se l’Arsenal può rammaricarsi per non aver chiuso definitivamente la pratica già a Londra, e ne avrebbe avuto la possibilità, anche il Napoli può recriminare due colossali palle-gol sciupate in maniera grottesca. Insigne nel primo tempo, Zielinski nel secondo hanno spedito in curva due palloni che chiedavano un minimo di rispetto in più ed un trattamento diverso. Due palloni pesantissimi, due gol mancati che, si spera, non costituiscano il classico biccghiere di latte versato su cui piangere. Ma la maturità di una squadra si misura anche nel cinismo e nella lucidità nei momenti di particolare difficoltà; il Napoli ha mostrato le stesse pecche sotto porta che mostra anche in campionato. Ma un quarto di finale di una coppa europea va affrontato al massimo sotto ogni punto di vista e con cura massimale nei dettagli. Il Napoli stasera, in questo, è mancato.

Le aspettative per il ritorno
Inutile nssconderlo: a Napoli servirà un mezzo miracolo. Le possibilità di passare il turno ci sono. Come detto, gli inglesi sono tutt’altra squadra quando non sono accompagnati dai loro tifosi e permeati dall’atmosfera dell’Emirates, ma se il Napoli dovesse commettere anche il minimo errore, al San Paolo, non ci sarebbe più via di uscita. Essere eliminati dall’Europa League significherebbe depennare dalla lista l’ultimo obiettivo stagionale e giocare le ultime partite di campionato senza un vero scopo. Ma confidiamo nella voglia di riscatto degli azzurri e nell’esperienza di Ancelotti che, anche lui, dovrà dare qualcosa di più e dimostrare di essere il grande allenatore che il suo curriculum certifica. Ma adesso, testa al campionato. C’è una trasferta di Verona da onorare, preferibilmente evitando di fare altre brutte figure.


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