L’Atalanta passa al San Paolo e vede la Champions. Napoli in crisi e contestato

L’Atalanta passa al San Paolo e vede la Champions. Napoli in crisi e contestato

Finisce 1-2 al San Paolo, davanti a poche migliaia di spettatori. Il Napoli si arrende alla freschezza della “band” di Gasperini, che passa con Zapata e Pasalic, replicando al gol di Mertens.


NAPOLI – Contro l’Atalanta l’ennesima delusione di questo finale di stagione amaro per il Napoli, che cede il passo anche agli orobici. L’Atalanta di Gasperini passa al San Paolo per 2:1, ribaltando il gol di Mertens nel primo tempo con il mortifero uno-due targato Zapata-Pasalic. Una vittoria che lancia l’Atalanta in piena corsa Champions, una sconfitta che getta il Napoli nello sconforto.

Il Napoli contestato a fine partita
Partiamo dal fischio finale: mai, in questi ultimi anni, il Napoli aveva chiuso una partita così contestato dal proprio pubblico. I pochi ed infreddoliti tifosi, che hanno preferito sostenere gli azzurri piuttosto che festeggiare il Lunedì in Albis altrove, non sono stati ripagare da una prestazione da Napoli vero. Gli azzurri hanno tirato i remi in barca Giovedì sera, forse anche prima e, restando in termimi “pasquali”, la partita con l’Atalanta ha rappresentato un’altra stazione della Via Crucis partenopea, che terminerà tra cinque partite. L’Atalanta si è dimostrata squadra sorniona, cinica e spietata (anche un po’ fortunata), capace di punire il solito sprecone Napoli, uscendo alla distanza con le sue trame di gioco e l’entusiasmo di chi a questa stagione ha ancora tanto da chiedere.

Un’ora dignitosa poi il buio
Non è stato un brutto Napoli: ultimamente si è visto, purtroppo, anche di peggio. Ma l’ormai atavica carenza di freddezza e determinazione sotto rete è un fattore negativo che ha contraddistinto quest’ultimo scorcio di stagione. Anche contro i bergamaschi, infatti, il Napoli avrebbe potuto chiudere i conti ben prima della rimonta nero.azzurra di Gasperini. Sia prima che dopo il vantaggio di Mertens (un fortunoso rimpallo sul gluteo del belga, dopo una chiusura di Mancini), ma lo stesso Mertens, Milik e Zielinski si sono divertiti a divorarsi gol come fossero pastiere e casatielli. Clamorosa l’occasione di Milik nella ripresa, quando un lob del polacco scavalca Gollini e si avvia dolcemente nella rete; un gol prtaicamente fatto se non fosse per l’intervento miracoloso di Masiello che spazza via il pallone quando era entrata in porta per i suoi nove-decimi.

Mertens, il migliore del Napoli contro gli orobici

Audentes fortuna iuvat
Sfortuna? Può darsi. Bravura dell’avversario? Verissimo. Ma MIlik avrebbe potuto seguire il pallone e spingerlo comodamente in rete, invece di star fermo o iniziare a correre per esultare. Sarebbe stato il gol del 2:0 e a quel punto, non sapremo mai se l’Atalanta avrebbe avuto forza ed entusiasmo per ribaltare il risultato. Quello che invece è successo è che Gasperini ha azzeccato la mossa giusta: l’inserimento di Ilicic ha sparigliato le carte in tavola e da quel momento, il Napoli è uscito dalla partita, lasciando la scena completamente all’Atalanta, che sentitamente ha ringraziato , sfruttando cinicamente le occasioni che ha saputo costruire. Come si dice: la fortuna aiuta gli audaci.

 

Rispettate le leggi del calcio
L’Atalanta si dimostra spietata nell’applicare quelle leggi non scritte del calcio ma che, di fatto, ne determinato talvolta risultati ed anche stagioni.
Gol mangiato, gol subito: alla lunga la squadra che sbaglia tante reti poi viene “punita” con il gol dell’avversario. Puntuali, come Pasqua di Domenica, giungono le due reti orobiche: prima Zapata che finalizza un’ottima trama offensiva sviluppatasi sulla destra, con il cross di Hateboer e difesa partenopea presa d’infilata. Poi, la seconda rete, firmata da Pasalic che deve solo spingere in rete un delizioso assist di tacco di Zapata, dopo aver perforato, il bomber colombiano, centralmente la retroguardia azzurra. E ciò ci porta alla seconda legge del calcio rispettata: le legge dell’ex. Duvan Zapata, dopo un’ora nella quale era stato sovrastato da Koulibaly, trae nuovo vigore ed entusiasmo dal nuovo modulo di Gasperini con Ilicic, insieme a Gomez dietro le punte e Pasalic mezz’ala. Il colombiano, mai rimpianto a Napoli, si trasforma: prima un gol da centravanti vero (con quello del San Palo fanno 21 gol in Serie A) ed un assist al bacio che denota anche una certa lucidità, dopo una gara molto dispendiosa.

Quel che resta della stagione
Della stagione del Napoli resta davvero ben poco. Un buon risultato contro l’Atalanta sarebbe valso la certezza matematica del raggiungimento della Champions League. Niente da festeggiare e che non si possa realizzare contro il Frosinone. C’è, per il momento da leccarsi le feritee guardarsi in faccia a capire perchè il Napoli ha chiuso la stagione in maniera così ingloriosa. Di chi è la colpa? Squadra, allenatore e società, in questi casi, sono tutti responsabili, chi più, chi meno. Normale che il pubblico, in questo preciso momento storico, si sia “disamorato”: basti pensare che esattamente un anno fa, il Napoli espugnava lo Stadium ed una città intera era pronta ad un traguardo storico (poi non raggiunto, ma è una storia conosciuta); ieri sera è stato triste e malinconico vedere un semivuoto San Paolo contestare una squadra svuotata e priva di motivazioni.


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