Pasqua amara per gli azzurri: al Napoli non riesce l’impresa. Arsenal in semifinale

Pasqua amara per gli azzurri: al Napoli non riesce l’impresa. Arsenal in semifinale

Al San Paolo, l’Arsenal passa per 1-0 con una punizione di Lacazette. Gli azzurri creano ma sprecano troppo, l’Arsenal no. Annullato un gol a Milik


NAPOLI – L’Arsenal spezza l’incantesimo ed il Napoli si risveglia bruscamente dal sogno europeo. I Gunners passano al San Paolo per 1:0, grazie al calcio di punizione di Lacazette ed accedono in semifinale di Europa League. Niente da fare per gli azzurri, autori di una prestazione generosa, ma che non è stata sufficiente per ribaltare lo 0:2 di Londra.

Dubbi sull’undici titolare
Lungi dal voler mettere Ancelotti sul banco degli imputati, ma è chiaro che la sconfitta di ieri e, in generale, dell’eliminazione è in parte frutto di alcune scelte tecnico-tattiche che lasciano interdetti. La scelta di Maksimovic come terzino si è rivelata disastrosa dopo soli dieci minuti, così come quella di rinunciare all’estro di Mertens per dar spazio ad Insigne, che non aveva brillato neanche a Verona. E schierare Ruiz largo a sinistra, lasciando Zielinski in mezzo al campo, che avrebbe dovuto, secondo le idee del mister, fare da metronomo. Niente da fare. Ancelotti ha cercato di rattoppare la squadra nella ripresa, (re)inventando Callejon terzino, spostando Ruiz a destra ed inserendo Mertens e Younes. Ma la frittata, ormai, era già fatta e servita.

La strategia vincente di Emery
L’Arsenal aveva due gol di vantaggio, ma Emery saggiamente ha preferito iniziare la partita con un approccio molto aggressivo per evitare che il Napoli spingesse a spron battuto sin dall’inizio. Il pressing sui centrocampisti azzurri e sulla linea difensiva, esercitata dall’Arsenal ha messo in crisi il Napoli, costretto a giocare con lanci lunghi, prevalentemente su Insigne, quasi sempre pescato in fuorigioco. Ottima la spinta di Maitland-Niles e di Kolasinac che, puntualmente, prendevano alle spalle Ghoulam e Maksimovic, utilizzando le due corsie laterali come ingresso preferenziale per l’area di rigore. E’ stato solo un caso che il gol partita sia giunto su calcio da fermo. Dopo aver sfiorato la rete del raddoppio, nella ripresa, con Aubameyang la squadra di Emery ha tirato i remi in barca, gestendo ed amministrando gli ultimi sforzi del Napoli per cercare, almeno, di evitare la sconfitta.

Contro l’Arsenal, prova incolore di Insigne

Meret, nel bene e nel male
L’Arsenal trova il gol vittoria sul calcio di punizione ben eseguito da Lacazette ma che, sul quale, ci sono precise responsabilità di Meret. Una barriera piazzata malissimo ed il mezzo passo verso sul lato della stessa, al momento del tiro, hanno reso la traiettoria impressa dal francese imparabile. Errore di gioventù e di inesperienza da parte di Meret che non pregiudica assolutamente il giudizio su di lui, che ne fa il migliore degli azzurri nell’arco dei 180 minuti contro l’Arsenal. Il ragazzo è giovanissimo e riuscirà a trarre importani insegnamenti da quest’errore. Si diventa forti anche sbagliando. Ed il giovane portiere si riscatta nella ripresa, salvando un gol praticamente già fatto, schermando la porta sulla conclusione, a tre metri dalla rete, di Aubameyang. Un capolavoro di istinto.


Carpe Diem, questo sconosciuto
All’Arsenal è bastato sfruttare un calcio da fermo per portare a casa vittoria e qualificazione. Al Napoli, al pur generoso Napoli, che non ha lesinato impegno e volontà per lasciare la competizione con un risultato diverso dalla sconfitta, è mancato, come spesso accade, il carpe diem, il cogliere l’attimo cruciale per cambiare la tendenza della partita. Ieri, come a Londra, gli azzurri sono mancati sotto porta nei momenti più importanti. Callejon e Milik, sullo 0:0 si sono divorati due gol davanti al portiere; ciabattato il destro dello spagnolo, maldestro il colpo di testa del polacco che, nelle occasioni che contano, non riesce ad essere decisivo. Come ad Anfield. Ci sarebbe da registrare un gol in fuorigioco del numero 99, ma in assenza di VAR, sembrerebbe che anche se di poco, l’off-side c’è. Ma il punto è che, a questi livelli, quattro occasioni da rete, limpide e trasparenti, prodotte tra andata e ritorno, andavano finalizzate. La condanna all’eliminazione del Napoli passa per la sua mancanza di sangue freddo negli ultimo sedici metri. L’Arsenal ringrazia.

Cosa resta della stagione?
Eliminato anche dall’Europa League, resta poco o nulla della stagione del Napoli. Restano da giocare le ultime partite di un anonimo campionato che, verosimilmente, gli azzurri concluderanno al secondo posto, ad una quantità smodata di punti di distacco dalla Juventus, umiliata dall’Ajax in Champions League. Questo rende l’esatta misura della stagione del Napoli a cui si chiedeva molto di più. Ad Ancelotti si chiedeva il salto di qualità (ma ce n’era bisogno?) ma soprattutto una mentalità vincente nelle coppe che non si è vista, se non sporadicamente. Missione fallita, ne riparliamo la prossima stagione. E nel frattempo c’è da festeggiare Pasqua e Lunedì in Albis con la partita contro l’Atalanta, un altro banco di prova niente male, contro una squadra affamata di punti che centrare l’obiettivo Champions. Speriamo il Napoli metabolizzi immediatamente il contraccolpo psicologico post-eliminazione e risorga contro gli orobici, per evitare un’altra brutta figura e dare un senso a questo finale di stagione. Auguri.


RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK