Il Napoli-show asfalta l’Inter e chiude in bellezza al San Paolo. 4-1 ai nerazzurri

Il Napoli-show asfalta l’Inter e chiude in bellezza al San Paolo. 4-1 ai nerazzurri

Il Napoli mette nei guai la squadra di Spalletti, adesso costretta a vincere contro l’Empoli per garantirsi la Champions. Grande prova di Ruiz, Mertens ancora a segno, Koulibaly esce tra gli applausi.


NAPOLI – Contro l’Inter, il Napoli regala il miglior congedo dal San Paolo che potesse mai offrire, regolando i nerazzurri con un umiliante 4:1, inguaiandoli, costringendoli adesso all’ultimo sforzo contro l’Empoli per la conquista dell’ultimo posto in Champions. Per gli azzurri a bersaglio Zielinski, Mertens e una doppietta di Ruiz, per l’Inter, il gol della bandiera siglato da Icardi su calcio di rigore.

Il Napoli, che dal canto suo aveva poco da chiedere alla sua stagione, ha dimostrtoa la sua professionalità, impegnandosi fino l’ultimo nonostante la classifica non sia più una priorità degli azzurri ormai da qualche settimana. C’era però da riscattare la partita dell’andata, persa immeritatamente sul campo e da ricordare, purtroppo, per gli episodi avvenuti fuori dallo stadio e dalle offese ricevute da Koulibaly, proprio lui che stasera è stato uno dei migliori del match.

Una partita che il Napoli ha giocato davvero bene, trovando immediatamente le misure all’Inter, che era partita bene ma che a lungo andare ha sofferto tremendamente le percussioni veloci del Napoli. Sulla sinistra Ruiz e Zielinski, con il supporto di Ghoulam mettono a ferro e fuoco il settore destro della difesa nerazzurra, troppo superficiale nel perdere palloni facili, poco supportati dalla linea mediana, in balia delle onde. Proprio da un recupero palla del Napoli nasce il gol del vantaggio: una gemma di Zielinski che, ricevuta palla da Ruiz, scarica sotto l’incrocio dei pali un destro che mai nessuno avrebbe preso, neppure l’ottimo Handanovic.

Dopo il vantaggio cerca una reazione immediata che si trasforma in qualche sortita offensiva poco precisa (tiro di Nainggolan) o sulla conclusione di Lautaro Martinez che trova pronto Karnezis alla ribattuta. Il Napoli, da parte sua, trova i suoi sbocchi offensivi sulla catena di sinistra, dalla quale anche Ghoulam cerca gloria personale, ma la sua conclusione è fuori misura così come quella di Callejon, fuori di un paio di metri. Il primo tempo non offre altri particolari spunti; il Napoli chiude in vantaggio la prima frazione di gioco, esprimendo una qualità di gioco sicuramente superiore alla squadra di Spalletti che ha avuto, però, un maggior possesso palla ma poco sfruttato.

Doppietta contro l’Inter per Fabian

La ripresa si riapre con il Napoli ancora più effervescente e tonico di prima; atleticamente e, soprattutto, mentalmente si percepisce a vista d’occhio che gli azzurri stanno meglio: si cerca il fraseggio corto, l’uscita palla al piede, la giocata d’accademia: per certi versi, in alcuni frangenti sembrava una riedizione del Napoli di Sarri, ma i soliti sprechi negli ultimi sedici metri riportano con i piedi per terra.

Poi ci pensa Mertens a mettere il sigillo alla partita. Il belga sigla il gol numero 108 in maglia azzurra e record di Marek Hamsik sempre più nel mirino. Il numero 14 segna il raddoppio azzurro inserendosi perfettamente tra Miranda e D’Ambrosio, colpendo di testa e battendo di nuovo Handanovic. Il raddoppio regala ancora più tranquillità e fiducia al Napoli e tramortisce l’Inter che, però, spende ogni energia per rientrare in partita.

D’Ambrosio chiama Karnezis all’intervento in tuffo e, poco più tardi, Koulibaly salva un gol praticamente già fatto una conclusione di Lautaro Martinez. Il destro potente e preciso dell’argentino non avrebbe trovato ostacoli se non fosse stato per l’intervento sontuoso e risolutivo del centrale senegalese che certifica, se ce ne fosse stato bisogno, la sua posizione di miglior centrale difensivo del campionato italiano e tra i primi 5 d’Europa. Lo stesso Koulibaly uscirà pochi minuti dopo, in preda ai crampi, tra gli applausi del pubblico del San Paolo che gli tributa la più meritata delle standing ovations.

Il peggio per l’Inter arriva poco dopo, e quel “peggio” ha un nome ed un cognome: Fabian Ruiz. La stella dello spagnolo torna ad illuminare il cielo del San Paolo, cesellando la sua già buonissima prestazione con una doppietta. Il primo gol a seguito di un’azione a percussione condotta da Milik, la cui conclusione ribattuta da Handanovic si trasforma in un assist per Malcuit. Il francese serve l’accorrente numero 8 azzurro che a porta spalancata non può sbagliare.

Lautaro dimostra la sua personalità ed il suo carattere cercando ad ogni modo di recuperare una partita ormai persa e solo la traversa evita al Napoli la capitolazione. Pochi minuti dopo, però, ancora Fabian, servito deliziosamente da Mertens, percorre l’autostrada di sinistra e, giunto a pochi passi dall’area piccola scarica un sinistro devastante che inchioda Handanovic per la quarta volta. Partita chiusa, con il 4:0 ma, a dirla tutta, mai iniziata per davvero. Icardi prova a rendere il passivo più decoroso, trasformando il penalty concesso da Doveri per fallo di Albiol sullo stesso argentino. Palla da una parte, Karnezis dall’altra.

L’Inter tenta un inutile forcing finale ma è il Napoli ad andare vicino al quinto gol con Insigne, nel frattempo subentrato a Milik; il tiro a giro del attaccante partenopeo, il suo marchio di fabbrica, si spegne alla sinistra di Handanovic, fuori di poco. E’ l’acuto finale della partita. Doveri manda le squadre negli spogliatoi. Il Napoli a festeggiare con una bella e meritata vittoria, l’ultima gara al San Paolo di questa stagione; l’Inter a leccarsi le ferite dopo l’ennesima prestazione deludente della stagione. Per i nerazzurri, quella contro l’Empoli sarà una finalissima dove non potrà più sbagliare. Il Napoli sarà atteso a Bologna, ma per gli azzurri sarà semplicemente una tranquilla partita di fine stagione senza più nulla a pretendere.

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