IL VIAGGIO A NAPOLI TRA LETTERATURA E ARTI

IL VIAGGIO A NAPOLI TRA LETTERATURA E ARTI


Napoli. Si è tenuto ieri mattina presso Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo) un seminario di studio, in occasione della pubblicazione del volume “Il viaggio a Napoli tra letteratura e arti” a cura di Pasquale Sabbatino (Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane) e promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e Gallerie d’Italia. Insieme al curatore, ne hanno discusso Francesco Durante, Armida Parisi, Edoardo Sant’Elia, Salvo Sapio, Maria Sirago, Isabella Valente.


 

Il volume nasce dal progetto di ricerca Il viaggio a Napoli tra XIV e XXI secolo, selezionato nel 2011 dall’Ateneo federiciano nell’ambito del programma F.A.R.O. (Finanziamenti per l’Avvio di Ricerche Originali) e cofinanziato dalla Compagnia San Paolo. 

Il progetto aggrega ricercatori con competenze diverse, come italianisti, linguisti, filologi, comparatisti, esperti di letterature straniere, geografi, storici dell’arte, dell’architettura, del teatro e del cinema. I risultati sono stati esposti nel convegno “Il viaggio a Napoli tra letteratura e arti” (Napoli, 19-21 aprile 2012), organizzato dall’Università Federico II in collaborazione con la Società Napoletana di Storia Patria, l’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli e le Gallerie d’Italia.

La ricerca – afferma Pasquale Sabbatino – approda alla costruzione e sistemazione dell’atlante storico-critico delle immagini della città. Si va dal Trecento, quando soggiornano Cino da Pistoia, Petrarca e Boccaccio, al Cinquecento, quando la città gentile e a misura d’uomo si trasforma in metropoli a causa del processo di inurbamento. E ancora dal Concilio di Trento quando cresce il filone delle descrizioni di Napoli sacra, passando per il Seicento, Settecento fino ad arrivare al secondo Ottocento, quando esplodono i mali della camorra, della corruzione politica, delle pessime condizioni igienico-sanitarie e la questione napoletana si affaccia sulla scena nazionale”.

Dalla perdita del ruolo di antica capitale e lungo l’intero Novecento le immagini di Napoli, disegnate da viaggiatori italiani e stranieri e da esploratori indigeni, si moltiplicano e si differenziano, al punto che si può redigere e aggiornare il repertorio raggruppando gli scrittori da Francesco Mastriani ai nipotini di Raffaele La Capria per grandi categorie.

L’indagine sui viaggiatori stranieri, sulle motivazioni che spingono a visitare la città e soggiornarvi e sulla diversa percezione che di Napoli si ha nel corso dei secoli arricchisce il dizionario degli autori.

Infatti, si va dal Cinque-Seicento con Thomas Hoby, William Thomas, Andrew Borde, Fynes Moryson, Ben Jonson, l’umanista e precettore Steven Pigge, al Settecento con Friedrich Münter, Johann Heinrich Bartels e Johann Wolfgang von Goethe, e all’Otto-Novecento con Percy Bysshe Shelley, Charles Dickens, Oscar Wilde e Jean Paul Sartre fino alle immagini stereotipe di Elizabeth Gilbert. 

L’intero volume – continua Sabbatino – offre al lettore un caleidoscopio di mutevoli punti di vista sulla città e sulle sue trasformazioni, contribuisce in modo sostanziale ad approfondire la conoscenza e a consolidare la memoria delle risorse del nostro territorio, inoltre ambisce proporsi alle istituzioni politiche come strumento per valorizzare il patrimonio storico-artistico e letterario e favorire lo sviluppo culturale ed economico.