Imu, sospesa l’imposta sulla prima casa

Imu, sospesa l’imposta sulla prima casa

Finalmente una discreta notizia per i supertartassati contribuenti italiani. Il Consiglio dei Ministri di venerdì 17/05/2013 ha decretato la “sospensione” del pagamento dell’acconto IMU in scadenza il prossimo 17 giugno.


 


Viene sospeso il pagamento dell’acconto per le abitazioni principali con le relative pertinenze, per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, per gli alloggi IACP regolarmente assegnati, per i terreni e i fabbricati rurali.


Fuori dalla sospensione gli immobili di pregio, dunque ville, castelli e anche gli immobili signorili.
Per le imprese saranno previste, nella prossima riforma, forme di deducibilità su capannoni o fabbricati industriali.


Resta in vigore la scadenza prevista per il 17 giugno per tutti gli altri fabbricati.Non è un’abolizione definitiva dell’imposta più odiata degli ultimi anni, ma una sospensione, in attesa di una ridefinizione della stessa che dovrà essere fatta entro agosto.Qualora il governo non provveda l’acconto ora sospeso potrebbe essere richiesto a settembre (entro il 16).

Una notizia attesissima dai moltissimi italiani che possiedono solo la casa di abitazione e che a giugno eviteranno una spesa che in media, per l’acconto 2012, è stata di 125 euro.


A settembre, poi, molti di loro potrebbero trovarsi nelle condizioni di non dover proprio più pagare. Il rinvio della rata sulla prima casa è la premessa per una riforma radicale dell’Imu, con un suo alleggerimento almeno sui redditi più bassi.


Ma per capire quale sarà l’effetto finale della riforma bisognerà tener conto dell’incorporazione nella nuova Imu della nuova tariffa sui rifiuti destinata di per sé ad appesantire i conti degli italiani a partire dal 2014.
Intanto già sorgono le prime controversie


In 100mila hanno infatto già “pagato” l’acconto compensando con il 730 che dunque va rifatto. E’ quanto risulta dai calcoli della Consulta nazionale dei Caf. Per non perdere il credito fiscale, è necessario dunque rifare il 730 entro il 31 maggio.