Litorale: sognando la riqualificazione

Litorale: sognando la riqualificazione


 

Lidi balneari pieni nel weekend, file di bagnanti che accoronno già dal mese di maggio in quel tratto di costa che va da Giugliano a Castel Volturno, per sfoggiare una tintarella da fare invidia.

Pochi coloro che decidono di tuffarsi in un mare tutt’altro che blu, incuranti del divieto di balneazione imposto anche quest’anno a seguito dei risultati dei prelievi dell’ARPAC.

@Armando Di Nardo


Al di là dell’ordinanza di divieto emessa dal commissario Valiante, nei primi giorni di primavera lo stato delle acque, almeno alla vista, sembrava migliorato e molte erano le speranze di tuffarsi nel nostro litorale. Purtroppo oggi la situazione è tornata ad essere critica, anche ad occhio nudo. 

Il mare e il degrado, al di fuori delle strutture balneari, purtroppo, non danno merito agli imprenditori che da circa dieci anni a questa parte hanno investito ingenti capitali costruendo strutture tali da fare invidia ai migliori “bagni” di Rimini e Riccione. 

Quello con la riviera romagnola è un paragone che ricorre spesso anche nei discorsi dei cittadini giuglianesi, che vorrebbero il loro litorale con gli stessi servizi di quello del tratto romagnolo. Invece, i servizi si interrompono lì dove terminano le strutture private. 

Nessuna spiaggia libera attrezzata, pulizia inesistente e servizi igienici neanche a parlarne. L’amministrazione precedente, col Piano Spiagge, aveva presentato un progetto ambizioso che prevedeva la riqualificazione ambientale della zona e la creazione di regole tali da rendere più vivibile e più usufruibile tutto il litorale. 

Abbattimento del muro che divide la strada dal mare, creazione di una pista ciclabile di sei metri lungo la carreggiata ora riservata solo alle vetture, restituzione ai cittadini di più spiagge libere e nuovi passaggi in modo da accedere al bagnasciuga anche attraverso i lidi privati, alcuni dei provvedimenti contenuti nell’ambizioso progetto. 

Saranno ora i tre commissari, chiamati a dirigere la terza città della Campania, a decidere se realizzare il piano voluto dalla scorsa amministrazione o se abbandonare al solito triste destino i bagnanti del litorale giuglianese.