MELITO, LE DICHIARAZIONI DI AMENTE, CARPENTIERI E D’ONOFRIO

MELITO, LE DICHIARAZIONI DI AMENTE, CARPENTIERI E D’ONOFRIO

Melito«Mi dispiace che per un soffio non ce l’abbiamo fatta al primo turno – dice Antonio Amente, Pdl – Sarebbe stato l’ideale visto che abbiamo già la maggioranza in Consiglio comunale. Le liste del centrodestra hanno avuto più del 50% dei consensi. In queste due settimane prima di tornare alle elezioni di ballottaggio, inviterò i cittadini a votarmi, per evitare che ci sia l’ingovernabilità. Il sindaco deve essere eletto insieme alla sua maggioranza. È dunque auspicabile, per una buona amministrazione che il centrodestra sia al governo della città di Melito».


 

«Abbiamo ottenuto ieri un risultato che ci dà buone speranze per il ballottaggio – dice Venanzio Carpentieri, Pd – Sono soddisfatto, soprattutto, per il fatto che sul mio nome sono confluiti i voti in numero superiore a quello della coalizione. Questo è il segno che la mia candidatura è stata apprezzata anche dagli altri schieramenti, ed è un elemento fondamentale per affrontare il prossimo turno. Ringrazio gli elettori e le elettrici che mi hanno votato e i miei candidati che hanno lavorato bene. Faccio appello sia alla fetta di cittadini che non si è recata alle urne al primo turno, sia a quanti hanno votato gli altri schieramenti e mi riferisco all’elettorato dei 5 Stelle e  Rifondazione. A loro rivolgo il mio invito di sostenere la mia candidatura al ballottaggio, per evitare che Melito possa tornare sotto il governo del centrodestra che tanti danni ha già prodotto quando è stata alla guida della città».

«Usciamo dalle amministrative a testa alta – ha scritto sul suo profilo facebook Lucrezia D’Onofrio, M5S – Ci siamo presentati alla cittadinanza melitese, divulgando la politica pulita, quella al servizio del cittadino che dice no al clientelismo, alle assurde e false promesse che hanno caratterizzato questa campagna elettorale. Ci siamo presentati con un’unica lista, abbiamo sottolineato il rispetto verso il nostro territorio non utilizzando manifesti e centellinando i nostri volantini. Non abbiamo bussato alle vostre porte per elemosinare voti, ma siamo scesi in piazza, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti insieme che la strada sarà lunga ed impetuosa, continueremo a lottare per il nostro territorio, continueremo ad essere l’eco di una Melito stanca. Questo è solo l’inizio. Noi abbiamo vinto».

 

Candidato di centrodestra e centrosinistra divisi da una manciata di voti alla chiusura delle urne. Nessuno dei due raggiunge la soglia del 50% dei voti più uno necessaria per l’elezione diretta.

Diverso quindi l’esito da quello delle elezioni del 2011, dove il giovane avvocato Carpentieri riuscì a strappare la vittoria senza dover passare per il purgatorio del ballottaggio. E diversa è anche l’aria che si respira rispetto a due anni fa. Alle ore sette la riapertura dei seggi avviene senza particolari sussulti. Nessun disagio fuori alle sedi elettorali di Corso Europa, Via Pertini e Via Tevere.

Unico comportamento irregolare, anche se non denunciato dalle forze dell’ordine, è del padre di Luigi Amelio, candidato consigliere nelle file del Pd, sorpreso a distribuire schede elettorali fac-simile nei pressi della “Giovanni Falcone” per orientare le intenzioni di voto. Ma bisogna attendere mezzogiorno perché la febbre elettorale cominci a salire per davvero. A ridosso della chiusura dei seggi l’affluenza aumenta in maniera imprevista, schizzando dal deludente 45 % di ieri sera al definitivo 68 % di oggi. Appena due punti percentuali in meno rispetto al 2011.

Il dato sull’affluenza è però solo l’antipasto. Con l’inizio dello spoglio infatti si susseguono emozioni e colpi di scena. Verso le 18 i primi dati certi prefigurano un testa a testa fra i due principali candidati alla poltrona di sindaco. Poi verso le 19 succede l’inatteso: con 14mila schede scrutinate su 17mila Amente guadagna terreno su Carpentieri e si prepara al sorpasso viaggiando poco sotto il 50 % delle preferenze. L’attesa è febbrile. Ma alla fine il sorpasso non si realizza. Alle 21 e 30 Antonio Amente infatti si attesta al 48,58 % e Venanzio Carpentieri al 47,51 %. Dati che, seppure con sensibili variazioni, verranno confermati in serata trasformando il ballottaggio in una certezza.

Delusione invece per gli altri due candidati, la grillina Lucrezia D’Onofaro e il vendoliano Carmine Russo. La prima racimola poco più del 2 %, mentre il secondo si ferma all’2,03%. A giocarsela fino in fondo saranno solo Amente e Carpentieri il prossimo 9 e 10 giugno.