NAPOLI NORD, BUONA AFFLUENZA MA ELETTORATO SPACCATO

NAPOLI NORD, BUONA AFFLUENZA MA ELETTORATO SPACCATO

Hinterland. Nella selva di numeri che arricchiscono il dibattito post-elettorale, un dato è certo: la Campania è la Regione con la maggiore affluenza in Italia. Circa il 74 % degli aventi diritto.


 

Un primo posto sul podio che non dispiace. E, anzi, un poco sorprende, visto che, in tempi di indignazione civile e rigurgiti anticasta, l’insofferenza per il Palazzo non è mai stata così diffusa.

Anche nell’area Nord di Napoli, nei quattro comuni al voto (Qualiano, Calvizzano, Melito e Marano), le percentuali registrate alla chiusura delle 22 sono confortanti. Calvizzano strappa il primato con più dell’80 % degli elettori recatisi ai seggi. Ma se in termini assoluti l’affluenza è stata positiva, in termini relativi il crollo c’è stato. Nella sola città di Marano, rispetto alle ultime amministrative, la flessione ha toccato il 10 %.

Sul piano politico, il dato che sorprende di più è invece il tracollo del Movimento Cinque Stelle. A soli tre mesi da quell’esplosivo 25 % che rese il partito di Grillo un caso inedito per tanti sondaggisti, l’anti-politica ha smesso di fare proseliti. A Melito, tanto per citare un caso, la giovane e ruspante Lucrezia D’Onofrio racimola poco più del 2 %. Molti di quelli che hanno votato i Cinque Stelle alle ultime elezioni politiche hanno preferito affollare le fila del partito dell’astensione. L’unico che in Italia non va mai in crisi.

Ma veniamo ai risultati elettorali. Il Comune che ha incoronato già il suo primo cittadino è Calvizzano, con Giuseppe Salatiello tornato a indossare la fascia tricolore dopo 11 anni. In tutti gli altri paesi ciò che emerge è invece un elettorato spaccato in due. Qualiano, Melito e Marano vanno al ballottaggio. Analizzando i singoli casi, i maranesi e i qualianesi mostrano un orientamento più forte a favore di uno dei due principali candidati. Angelo Liccardo del centrodestra a Marano e Ludovico De Luca del centrosinistra a Qualiano.  A Melito, invece, Antonio Amente e Venanzio Carpentieri sono divisi da una manciata di voti.

Il vero dato che accomuna l’area Nord di Napoli, senza differenze, è l’assenza di un outsider. Dalle urne escono vittoriosi politici più o meno di lungo corso e con anni di consiliatura alle spalle. Colpa di un elettorato poco coraggioso, o di un’offerta politica troppo uguale a se stessa? Difficile dirlo. Diciamo che l’ondata di rinnovamento sembra essersi già infranta sugli scogli dello status quo. Insomma, mai come adesso, è solo il vecchio che avanza.