NELLE MANI DEL PRESIDENTE

NELLE MANI DEL PRESIDENTE

 

Napoli. 78 punti in classifica, un girone di ritorno furioso (39 punti in 19 partite) proiettano il Napoli nella sua seconda partecipazione alla Champions League. Una media da scudetto quella portata avanti dalla squadra partenopea. Un sogno, però, tramontato – come dichiarato dallo stesso Mazzarri – in due occasioni: alla 25^ giornata quando la Juve perse a Roma e il Napoli non ne approfittò pareggiando in casa con la Sampdoria. E nello scontro diretto al San Paolo quando gli azzurri non riuscirono ad andare al di là del pareggio contro i bianconeri.


 

Con tre giornate di anticipo sulla tabella di marcia, in quel di Bologna, dove l’anno scorso la massima competizione europea sfumò, gli uomini di Mazzarri riescono ad ottenere matematicamente il pass per la competizione dei campioni. Una stagione, quella dei partenopei, con grandi risultati ottenuti in campionato, meno in Europa, dove il Napoli è stato eliminato ai sedicesimi di Europa League.

Ora, dopo il prevedibile ma sofferto addio di Mazzarri, comincia un’altra era. Chi sarà chiamato a sostituirlo raccoglierà di certo un’eredità pesante, quella lasciata da un allenatore che ha portato il Napoli di nuovo ad alzare un trofeo dopo ben 21 anni.

La politica di De Laurentiis ha sempre portato i suoi frutti, ora però è arrivato il momento di dare qualcosa in più, e deve cominciare il Presidente. L’anno prossimo il Napoli è obbligato a migliorare il piazzamento in campionato. Ciò vuol dire lottare per lo Scudetto e disputare una Champions League all’altezza del suo blasone. Per fare ciò, c’è bisogno prima di tutto di trattenere Cavani.

Se il Matador dovesse essere ceduto, nascerebbe un grosso problema. Non solo la perdita di uno dei cinque attaccanti europei più forti, ma la sua sostituzione. Facile incassare i 63milioni della clausola rescissoria del Matador, difficile reinvestire con successo gli stessi soldi.

Per la panchina si tratta con Rafa Benitez, uno che in Italia ha fallito con l’Inter in un momento in cui forse nessuno sarebbe riuscito, dopo Mourinho, a fare bene. Un allenatore da 10 trofei in 10 anni in 3 differenti campionati. Un allenatore, data la provenienza, abituato a fare anche il manager. La scelta in questo caso sarebbe chiara, il Napoli romperebbe gli indugi, e con la garanzia del mercato fatto in prima persona dall’ex Chelsea, si potrebbe di nuovo sognare, stavolta con i piedi ben saldi a terra, di rivedere quella scritta su uno dei cimiteri di Napoli, che il 10 maggio 1987 recitava: “E che vi siete persi…”