OMICIDIO BALDASCINI RIAPERTO IL CASO. INVOCATI 5 ERGASTOLI E 48 ANNI DI RECLUSIONE

OMICIDIO BALDASCINI RIAPERTO IL CASO. INVOCATI 5 ERGASTOLI E 48 ANNI DI RECLUSIONE

Giugliano. Invocati 5 ergastoli e 48 anni di carcere per un omicidio che risale a venti anni fa, per l’omicidio di Gennaro Baldascini, l’esponente della Nuova Camorra organizzata, ucciso per un patto tra i clan, quello tra i Casalesi e i Licciardi-Mallardo-Contini.

Il caso Baldascini fu archiviato perché considerato irrisolto, poi riaperto grazie alle rivelazioni di due collaboratori di giustizia.


La sua eliminazione sarebbe stata ordinata dal defunto boss Gennaro Licciardi, padre fondatore dell’Alleanza di Secondigliano, per vendicare la morte del fratello Antonio, ucciso 12 anni prima da Baldascini. I vertici del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti e Francesco Schiavone, detto Sandokan, insieme a Giuseppe Mallardo della cosca di Giugliano, avrebbero ordinato l’assassinio di Baldascini, cutoliano, nell’ambito della faida contro la nuova camorra organizzata. L’omicidio sarebbe stato messo a segno dopo l’approvazione dei Casalesi, di cui Baldascini era un componente. Il 28 novembre 1993 l’uomo venne ammazzato sotto gli occhi della moglie, che fu risparmiata.

Ieri mattina dinanzi alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Giuseppe Provitera, il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Maurizio Giordano, ha ricostruito il ruolo di ciascuno degli imputati. La sentenza di morte fu emessa nel corso di un summit al quale presero parte, oltre ai tre boss, Raffaele Maccariello, Luigi Diana, Domenico Bidognetti e Gennaro Trambarulo, di Secondigliano. Aniello Bidognetti, Enrico Verde e lo stesso Maccariello, invece, avrebbero fatto da specchiettisti ai sicari. Per quel delitto la Procura ha chiesto la condanna al carcere a vita per Aniello e Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone, Giuseppe Mallardo e Maccariello; 16 anni di reclusione, invece, sono stati invocati per Domenico Bidognetti, Luigi Diana e Enrico Verde, con il riconoscimento delle attenuanti previste per i pentiti. Proprio le rivelazioni di Bidognetti e Diana avevano fatto riaprire il caso di questo omicidio di camorra. Il pubblico ministero ha chiesto, infine, l’assoluzione per Trambarulo al quale, pur avendo egli preso parte al summit nel corso del quale si deliberò l’uccisione di Baldascini, non sarebbe ascrivibile alcun ‘concorso morale’. La sentenza è fissata per fine giugno.