GIUGLIANO: SCIOGLIMENTO, IL DECRETO DEL MINISTRO

GIUGLIANO: SCIOGLIMENTO, IL DECRETO DEL MINISTRO


Giugliano
. È stata resa pubblica lunedì mattina, presso il Comune di Giugliano, la relazione contenente le motivazioni che, lo scorso 24 aprile, hanno portato il ministro Cancellieri a sciogliere il Consiglio comunale, per sospette infiltrazioni camorristiche nelle attività di gestione e amministrazione.

Dalla relazione del Prefetto emerge che il Comune giuglianese già in passato fosse stato sottoposto ad attività di accesso antimafia. Le indagini, terminate nel 2008, “non determinarono l’adozione del decreto di scioglimento dell’allora Consiglio comunale, essendo stati nel frattempo rinnovati gli organi elettivi”.

@Armando Di Nardo

A distanza di cinque anni l’Assise finisce di nuovo nel mirino delle indagini: “In circa sei mesi di lavoro – è scritto nella relazione – la Commissione ha esaminato provvedimenti amministrativi concernenti tutta l’attività istituzionale del Comune di Giugliano nel quadriennio 2008/2012, analizzando le posizioni di amministratori dell’ente e di dipendenti comunali, compresi quelli delle ditte affidatarie dei servizi, verificando appalti, opere, servizi pubblici e contratti”.

Ci si aspettava che dalla relazione emergessero i nomi dei responsabili, si attendeva di conoscere gli episodi che provassero i collegamenti tra gli amministratori e le organizzazioni criminali. Ma nessuna motivazione sembra chiarire l’adozione di tale provvedimento e che vedrà operare, per diciotto mesi, una Commissione Straordinaria guidata dai Viceprefetti Guetta, Piombini e il Dirigente di II fascia Colucci.

Le accuse sono rivolte principalmente all’ex primo cittadino e risalgono a più di trent’anni fa. Nella relazione Pianese è tacciato di avere precedenti di polizia, che a dir del vero, non lo hanno mai accertato colpevole.

Altra accusa è quella che indica Pianese come responsabile del mancato intervento nella chiusura dei pozzi acquiferi, siti nelle vicinanze delle discariche. Secondo alcune fonti vicine all’ex amministrazione, il provvedimento venne emesso in ritardo, solo perché si attendeva l’esito della perizia dell’ARPAC.

Nel decreto, inoltre, gli amministratori sono considerati incapaci di aver innescato un freno all’abusivismo edilizio. Le relazioni del Comando della Polizia Municipale provano il contrario. Infatti, dal 2008 al 2012, grazie al “MARSEC”, un piano di monitoraggio ad altissima risoluzione satellitare, che rileva e controlla ogni forma di costruzione selvaggia, è stato possibile mettere un punto agli abusi edilizi sull’intero territorio giuglianese.

La relazione segue poi con la descrizione delle operazioni investigative nell’ambito degli arresti del Clan Mallardo, colpevoli per aver gestito illecitamente diversi settori dell’urbanistica, del mercato ortofrutticolo e dei rifiuti, portando Giugliano al culmine del disastro ambientale.

Gli organi investigativi già avevano adottato diversi provvedimenti giudiziari circa le inchieste sull’abusivismo edilizio, che vide coinvolti i vigili urbani e tecnici collusi, sia quelle in quelle dell’operazione “caffè macchiato”, accertandone i favoreggiamenti tra burocrati dell’amministrazione e gli affiliati al clan.

Ed è proprio in virtù di queste misure adottate contro i boss, che i cittadini si aspettavano di trovare una relazione più incisiva, che contenesse prove più concrete e che spiegasse i collegamenti, non rintracciabili, tra amministratori comunali e malavitosi.