Appello ai commissari: salvate quei 25 precari dalla strada

Appello ai commissari: salvate quei 25 precari dalla strada

GIUGLIANO – La crisi che ha travolto l’Europa ha avuto varie facce. Aziende chiuse, disoccupazione giovanile, sacrifici fiscali, stretta creditizia. Più subdola e meno visibile è la condizione dei precari, di quelli che già che prima della crisi erano lavoratori ‘’fragili’’ esposti alle intemperie del mercato, e le cui protezioni normative e sindacali sono state definitivamente soppresse negli ultimi anni, a vantaggio di una flexicurity modello nordico idealizzata dalla riforma Fornero, ma che in Italia non è mai arrivata.

@Armando Di Nardo

Solo in questo modo possiamo leggere la vicenda dei 25 precari dei Servizi Sociali di Via Aniello Palumbo. Oggi che sono a rischio disoccupazione dopo tredici anni di lavoro instabile, proseguito a forza di contratti di collaborazione continuativa. Quei maledetti co.co.pro inventati dalla legge Biagi con cui il precariato ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mercato del lavoro italiano.

Il mercato è cambiato, ti dicono. I più informati ti parlano di delocalizzazione delle imprese, di post-fordismo, di globalizzazione. Il fatto è che, in tredici anni di vita, quei venticinque precari, usciti allora freschi di laurea da facoltà di psicologia, sociologia o giurisprudenza, globalizzazione o no, hanno messo su famiglia, mandato i figli a scuola, acceso mutui per acquistarsi una casa.  Vicende umane ordinarie. Un’ordinarietà che è diventata un lusso da quando entra in conflitto con la spending review e il patto di stabilità imposto agli enti locali. “Tagliare” è il verbo più abusato in questi anni. Ma “tagliare” i numeri di un bilancio equivale a tagliare famiglie, vissuti, speranze.

30 giugno. Questo è la linea di confine per quei venticinque precari. Dopo quella data li aspetta un salto nel vuoto. E l’unica speranza a cui sono aggrappati è l’incontro che, secondo voci di corridoio, hanno tenuto insieme ai rappresentanti sindacali della Cgil con i commissari prefettizi insediati al Comune di Giugliano. Un tavolo di confronto per crederci, per sperare che in Italia essere padre o madre di famiglia vale ancora di più che essere precari.