AREA NORD, VINCE LA POLITICA “GIOVANE”

AREA NORD, VINCE LA POLITICA “GIOVANE”

Ci sono varie istantanee di questa due giorni di ballottaggio che potremmo scegliere come foto ricordo. La faccia sorridente da gaucho renziano di Venanzio Carpentieri, che stappa bottiglie di spumante da sopra un balcone per celebrare il suo ritorno al Comune di Melito dopo soli 17 mesi di governo. Oppure l’allegria festaiola fuori alla sede del comitato elettorale di De Luca, in una Qualiano paralizzata dal traffico e da un’ondata di giovani che si riversa per le strade del centro. E infine, per chi fosse più affezionato al gossip, le provocazioni ultras di un corteo Pdl a Marano che, dopo la vittoria di Liccardo, avanza rumorosamente nei pressi del comitato dello sconfitto Bertini al grido di “chi non salta bertiniano è”.

@Armando Di Nardo

Ma diciamolo, a scanso di equivoci: mai come quest’anno è andato tutto liscio. Pochissimi episodi di violenza ed una campagna elettorale serena. Forse troppo. Perché troppa è stata l’astensione (a Marano 6 elettori su 10 sono rimasti a casa). E poco l’entusiasmo. Colpa un po’ della disaffezione generale per la politica che serpeggia in tutta la Penisola, un po’ di una nomenklatura locale che predica cambiamento senza mai attuarlo per davvero.

Sul piano politico, nei tre comuni al ballottaggio, il vero exploit è stato quello di Angelo Liccardo a Marano, che espugna una delle roccaforti storiche del centrosinistra nell’area nord. Il giovane neosindaco del Pdl riconsegna il Comune alla politica dopo dodici mesi di commissariamento. A Qualiano e Melito, invece, il dato è ribaltato: il Pdl perde terreno mentre il Pd si riafferma vittorioso. Ma con uno smottamento consistente di voti dall’area di centrodestra al partito dell’astensionismo, che storicamente favorisce le forze progressiste a danno di quelle moderate.

Dunque vittoria di Pirro per De Luca e Carpentieri? Non direi. Meglio notare un dato che accomuna tutti e tre i neo sindaci al di là dei colori politici: una campagna elettorale incentrata sui giovani e sulla rottamazione del ”vecchio”. Carpentieri e Liccardo sono ragazzotti under 40 e De Luca, anche se più avanti con l’età, ha preferito investire i propri comizi sul rilancio delle nuove generazioni piuttosto che demonizzare l’avversario come ha provato a fare a più riprese Onofaro. Segno che oggi la retorica del cambiamento tira assai più del berlusconismo e dell’antiberlusconismo. Quanto ci sia poi di “giovanile” nei programmi dei sindaci vittoriosi e di concreto per noi under 30, a parte le proposte sulla rete wi-fi, resta difficile da capire. Soprattutto ora che le casse pubbliche sono strozzate dal patto di stabilità. Il rischio è di disporre della connessione internet in strada per caricare le foto dei sindaci su facebook, ma di non avere né i soldi né i mezzi pubblici per tornare a casa da mamma e papà.