DIVERTIRSI CON LA PREGHIERA. GIUSTINO SILVESTRO: «UN GOAL PER RIO NASCE PER AVVICINARE I GIOVANI A GESÙ»

DIVERTIRSI CON LA PREGHIERA. GIUSTINO SILVESTRO: «UN GOAL PER RIO NASCE PER AVVICINARE I GIOVANI A GESÙ»

Giugliano. Dopo la settimana di pausa dovuta alle pessime condizioni metereologiche, i giovani del Rinnovamento nello Spirito Santo della diocesi di Aversa, sabato scorso, sono scesi in campo sui campetti Crazy Ball, per disputare la terza giornata del torneo “Un goal per Rio”.


L’evento diventa sempre più sentito dai ragazzi che partecipano. Attraverso questo momento calcistico possono divertirsi in un modo sano, conoscersi e imparare a vivere il Vangelo.

“Alla Chiesa serve fervore apostolico, ci sono cristiani da salotto” – afferma papa Francesco in una delle sue messa a casa Santa Marta.

E i giovani del Rinnovamento vogliono vivere la parola del Signore e metterla in pratica. Infatti, mediante il torneo vogliono lanciare un messaggio chiaro, segno della loro voglia di fare, di scendere in prima linea dando testimonianza con la loro vita. 

Giustino Silvestro è tra i promotori di “Un goal per Rio”. E’ responsabile del gruppo giovani della Diocesi di Aversa e da dieci anni vive nel cammino del movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo. 

Come si fa a parlare di fede?

«È quello che ci siamo chiesti noi giovani della diocesi di Aversa in quest’anno della fede proclamato da Benedetto XVI».

Qual è il modo per avvicinare i giovani a Gesù?

«Un incontro può essere la parola chiave e l’idea di “Un goal per Rio” nasce con l’intento di far conoscere Gesù ai ragazzi, attraverso un momento di svago e divertimento. Un torneo di calcio, ma diverso dai tanti. Una sfida che unisce due mondi che dialogano poco: quello del calcio e quello della fede. Si sa che lo sport è un veicolo di primaria efficacia per integrare giovani di diverse esperienze e storie. È una vetrina eccezionale per lasciare un messaggio. L’iniziativa, nata per raccogliere fondi per i ragazzi che hanno intenzione di partecipare alla GMG di Rio 2013, è poi divenuta un momento di aggregazione, dove i ragazzi hanno l’opportunità di interiorizzare valori importanti come il rispetto e l’attenzione per il prossimo. Un luogo di gioia dove coltivare amicizie e diventare campioni, non solo nel calcio. Prima di ogni incontro ci affidiamo nelle mani di Gesù, nostro unico Leader, sottolineando che non vi è alcun arbitro a dirigere la partita, ma che ognuno è responsabile del comportamento proprio e altrui. Questa per noi è la nuova evangelizzazione, che esce dai muri e cerca fuori le pecore smarrite per raggiungere lo scopo dell’incontro con Cristo. Il calcio è solo uno dei tanti modi possibili per fare il primo passo, cioè attirare i ragazzi per poi iniziare insieme un cammino che li porti oltre».