EMERGENZA PRECARI, 25 DIPENDENTI DEI SERVIZI SOCIALI PRESTO SENZA LAVORO

EMERGENZA PRECARI, 25 DIPENDENTI DEI SERVIZI SOCIALI PRESTO SENZA LAVORO

Giugliano. Torneranno a casa le venticinque precarie comunali del Settore Welfare dei Servizi Sociali di via Palumbo a Giugliano. Sono a scadenza di contratto. Il prossimo 30 giugno terminerà definitivamente il loro servizio.


Con la speranza di ricevere un contratto a tempo indeterminato, hanno investito tredici anni di vita nel proprio lavoro, prestando una collaborazione coordinata e continuativa. Nel corso degli anni ognuna ha seguito vari progetti, specializzandosi e contribuendo notevolmente all’attuazione della legge 328 del 2000, che prevede interventi per gli strati sociali più deboli. Le venticinque dipendenti precarie hanno seguito gli spostamenti del settore nelle varie sedi, oggi tredici sono rimaste in quella centrale di via Palumbo, mentre le altre sono state dislocate negli uffici del Comune. In attesa della scadenza del contratto stanno svolgendo un lavoro diverso. Infatti, da quasi due mesi protocollano richieste, inseriscono dati al computer, interrompendo, per motivi non chiari, gli impegni professionali di sempre.

«Negli anni di servizio abbiamo superato gli avvisi pubblici – dice una dipendente – La necessità di altre forze lavoro ha portato a reclutare nuove figure. Il nostro gruppo storico di tredici col tempo si è raddoppiato. Lo scorso anno c’è stata la trasformazione dei contratti. Siamo passate da una  collaborazione coordinata e continuativa ad una prestazione di servizi con partita IVA. E questo fino a due mesi fa. Ora i contratti sono stati revocati. C’è stata la decisione di trasformare la tipologia contrattuale con  partita IVA di nuovo in co.co pro e contemporaneamente di spostare una parte del personale negli uffici del Comune».

Nella sede dei Servizi Civili ognuna si occupava del proprio ruolo. Le operatrici del Segretariato sociale, principalmente sociologhe e psicologhe, erano impegnate nel punto ascolto. Il personale dell’Ufficio di Piano si interessava dell’area di comunicazione e di quella legale, dando supporto alla sezione amministrativa, attraverso la redazione di atti, progetti, appalti. Le assistenti sociali tutelavano i minori, presenziando alle udienze nei tribunali. Oggi tutto sembra essersi fermato. Le precarie dislocate negli uffici del Comune, stanno per perdere il lavoro e dichiarano di terminare nel modo peggiore l’operato di una vita, perché private della propria dignità.

«Il 30 giugno si avvicina – dice una impiegata – e non sappiamo che fine faremo. Abbiamo speso tutta la nostra vita in questo Comune. In tredici anni si sono formate famiglie, sono nati bambini, si sono erogati mutui. Ci saranno Concorsi pubblici per assumere il nuovo personale. Non siamo più giovanissime e questo complica la ricerca di un nuovo lavoro».

«Qualunque decisione prendano i Commissari Straordinari – dice un’altra dipendente – tengano conto della nostra esistenza. Non protesteremo con barricate o con cassonetti sistemati lungo le strade cittadine, costringendo l’Amministrazione a scelte drastiche per motivi di ordine pubblico. Siamo delle professioniste e abbiamo una dignità. Vogliamo usare tutti i mezzi e gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, per far valere e tutelare i nostri diritti».