GIOVANI DEMOCRATICI, DIMISSIONI DA INCARICHI DIRIGENZIALI DI REGIONE E PROVINCIA

GIOVANI DEMOCRATICI, DIMISSIONI DA INCARICHI DIRIGENZIALI DI REGIONE E PROVINCIA

Hinterland. Presentano un documento di dimissioni collettive. È la decisione dei Giovani Democratici a seguito della loro esclusione dal direttivo e dall’esecutivo regionale e provinciale. Indirizzano il documento a segretari e membri dei GD di Regione e Provincia di Napoli.  


“Una scelta sofferta, ma necessaria” – dicono lasciando gli incarichi dirigenziali ad ogni livello dell’organizzazione giovanile. 

“Sentiamo l’esigenza di prendere le distanza dal Segretario Provinciale di Napoli, Marco Sarracino e dal suo nuovo esecutivo – scrivono –  recentemente ridisegnato senza alcuna concertazione con quelle forze politiche presenti nell’organizzazione che, democraticamente hanno condiviso, poco più di 12 mesi, con il Segretario, una battaglia congressuale seria, importante e vera. È doveroso ricordare all’organizzazione come si è svolto il congresso dei Giovani Democratici di Napoli e Provincia nella scorsa primavera. Un congresso aspro, che ha fatto emergere due diverse visioni della politica, della società e dell’organizzazione giovanile, confrontate liberamente nello svolgimento dei lavori assembleari. Nella dialettica congressuale abbiamo apportato un significativo contributo alla posizione congressuale rintracciata nel candidato Marco Sarracino, poi eletto a maggioranza. Abbiamo partecipato con entusiasmo e convinzione alla composizione degli organismi dirigenti dell’organizzazione, con l’auspicio di dare un contributo politico rilevante e avviare il nuovo percorso dell’organizzazione giovanile napoletana, dopo i mesi bui del commissariamento. A distanza di poco più di un anno, però, il Segretario Provinciale è venuto meno agli impegni congressuali assunti. Ha deciso un rimpasto unilaterale dell’esecutivo con contestuale rimozione dall’incarico di Nello Chianese ed Enrico Esposito. Ha così cercato, goffamente e cinicamente, di sostituire un pezzo di maggioranza con un pezzo di minoranza, dando prova di essere molto avvezzo a pratiche appartenenti al più bieco dei trasformismi possibili, alla compravendita delle cariche ed allo scambio di poltroncine. Un atteggiamento poco utile, a nostro avviso, ad un’organizzazione giovanile drammaticamente boccheggiante, che nel corso delle ultime tornate elettorali ha segnato un pauroso arretramento sul piano delle elette e degli eletti alle competizioni amministrative ed universitarie alle quali ha preso parte l’organizzazione. Tale cambio di poltrone è stato fatto rispolverando la retorica della militanza e l’ipocrisia dell’impegno.  Per dignità e rispetto delle nostre intelligenze, non apriremo un confronto postumo, consapevoli del fatto che tanti sarebbero gli episodi gravi di disimpegno ed incapacità manifesta che il gruppo dirigente provinciale di Napoli ed il gruppo dirigente cittadino avrebbero dovuto analizzare e risolvere con coerenza e determinazione. Assumeremo le vesti della minoranza di controllo, poiché crediamo fermamente nell’idea di un’organizzazione giovanile democratica, aperta, seria e radicata e non solo mediatica. Lo faremo da subito, chiedendo che a tutti i livelli l’organizzazione giovanile si doti di strumenti di trasparenza nella gestione economica delle risorse rinvenenti dai tesseramenti. Lo perpetreremo, poi, nelle fasi stesse del tesseramento, così da evitare il ripetersi di quegli strani e poco spiegabili fenomeni più volte accaduti, in passato, dove a fronte di circa 1500 iscritti complessivamente presenti nella provincia di Napoli, la Federazione si è trovata, non di rado, ad organizzare iniziative partecipate da non più di 15 o 20 persone. Lo faremo nell’analisi e nell’iniziativa politica, contraddistinguendo il nostro impegno, come sempre abbiamo ritenuto opportuno fare, non caratterizzando lo stesso con una sterile ed introversa militanza di sezione, bensì, attraverso l’impegno civico nella società e nei mondi nei quali i giovani quotidianamente si confrontano e vivono le difficoltà del nostro tempo”.

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