I cittadini di Giugliano ricorrono al TAR contro lo scioglimento del Consiglio comunale. All’interno le motivazioni e le interviste ai ricorrenti

I cittadini di Giugliano ricorrono al TAR contro lo scioglimento del Consiglio comunale. All’interno le motivazioni e le interviste ai ricorrenti

GIUGLIANO – È stato notificato il ricorso al Tar contro lo scioglimento del Comune di Giugliano al Prefetto di Napoli, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Interno e al Presidente della Repubblica. I ricorrenti sono giovani giuglianesi, iscritti nelle liste elettorali, assistiti dallo studio legale Laudadio-Scotto.


I nomi sono Antonio Arzillo, Rosario Ragosta e Alfonso Palumbo. Molto probabilmente nei prossimi giorni si uniranno a loro altri giuglianesi. I primi firmatari propongono il ricorso, perché indignati della scelta di sciogliere il Comune di appartenenza in base a sospette infiltrazioni camorristiche. Dichiarano di esser stati privati del diritto al voto, attivo e passivo, riconosciuto dalla Costituzione ad ogni cittadino.

Secondo la difesa sia la richiesta di annullamento che il decreto sono fondate su una corretta piena e imparziale ricostruzione dei fatti contenuti secondo “una ricostruzione unidirezionale e superficiale” della Commissione di accesso. Il Prefetto di Napoli riconosce che nel 2006 il Comune di Giugliano era stato destinatario della Commissione di accesso. Le “risultanze delle indagini però, non ne determinarono lo scioglimento, dato il rinnovo degli organi elettivi”. Nella relazione non è menzionata alcuna attività degli organi elettivi del 2008, riferibile a interventi favorevoli alla criminalità organizzata. 

Inoltre, la Commissione soffermandosi in via preliminare sull’operazione “Eclisse” del maggio 2008, avrebbe contestato un sistema di corruzione a carico soprattutto dei vigili urbani e del loro controllo delle attività urbanistiche. Secondo la difesa la vicenda risale al 2003 e nel maggio del 2008 si è conclusa con gli arresti, prima ancora della proclamazione dei nuovi eletti. Pertanto non emerge alcun concreto elemento di contatto o condizionamento da parte della criminalità organizzata nelle scelte degli organi elettivi. 

Gli elementi contenuti nella relazione vengono confutati punto per punto nei motivi del ricorso al Tar. Nel corso del mandato amministrativo del 2008-2012 si prova con gli atti la condotta contro l’abusivismo edilizio. Al momento dell’insediamento dell’Amministrazione comunale, giugno 2008, il territorio giuglianese era afflitto dal dilagante fenomeno dell’abusivismo edilizio, che aveva raggiunto dimensioni di carattere sociale, oltre che urbanistico. 

Le politiche di contrasto e repressione del fenomeno sono state articolate su due fronti paralleliIl primo attraverso il Marsec, un piano di monitoraggio ad altissima risoluzione satellitare, che rileva e controlla ogni forma di costruzione edilizia. Dal report del 25/07/2011 si rileva che nel quadriennio 2004-2007 sono stati realizzati 1035 volumi edilizi corrispondenti a circa 200 unità abusive. Nel periodo successivo, 2008-2011, invece, il dato si è ridotto a 50. Per lo straordinario impatto operativo e di controllo, il servizio è stato riconfermato anche per gli anni seguenti ed implementato con la formazione delle banche dati.  

Altro freno al fenomeno dell’abusivismo riguarda l’azione di demolizione degli edifici irregolari. Nel 2008, infatti, l’Amministrazione ha provveduto ai primi abbattimenti di manufatti abusivi. L’attività è poi continuata secondo accordi coordinati con un Tavolo permanente presso la Prefettura e ha coinvolto tutti i soggetti a vario titolo. I dati ufficiali provano che in quattro anni, sono stati demoliti circa 90 edifici. 

La Commissione di accesso esamina pretese anomalie e superficialità dell’amministrazione circa l’azione di pianificazione territoriale. Secondo i motivi della difesa, l’assunto non ha fondamento giuridico, né fattuale. Gli atti deliberativi provano che la neo Giunta impostò nel 2008 la propria azione amministrativa sulla pianificazione strategica di interventi coordinati, necessari a risanare il territorio martoriato dalle precedenti gestioni. Il dissesto territoriale portò alla progettazione del P.U.C., la cui realizzazione richiedeva una conoscenza a tutti i livelli amministrativi (Comune, Provincia e Regione).

Secondo la difesa alla indagini della Commissione d’accesso sarebbe sfuggito un particolare. Il Comune, deliberando in bilancio l’importo sufficiente per la copertura economica pari a 500.000,00 euro, ha bandito la gara europea per la progettazione del P.U.C., affidata all’A.T.P., attualmente in fase avanzata di esecuzione. 

Per quanto gli altri strumenti di programmazione, l’Amministrazione ha disciplinato l’utilizzo del litorale e progettato il Piano Spiaggia grazie al supporto scientifico del Professore Claudio Grimellini della facoltà di Architettura Federico II di Napoli. Il Piano Spiaggia è uno strumento di pianificazione dell’intera fascia costiera. Regolamenta gli interventi e programma lo sviluppo dell’area estesa da Licola  a Lago Patria, considerando anche la proposizione di un incisiva azione di demolizione dei volumi abusivi non condonabili.

Altra azione di programmazione strategica per lo sviluppo del territorio è stata sviluppata mediante l’adozione di due varianti tecniche alle norme urbanistiche inerenti le Zone F e C. Attraverso nuovi e più restrittivi interventi indici, le due Zone favoriscono il ricorso all’Housing sociale e colmano il vuoto normativo. 

Il Comune di Giugliano è stato protagonista nella definizione del P.T.C.P, ovvero Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli. Inoltre, adottando la Legge Regionale n. 1/2010 del Piano Casa, ha approvato in Consiglio le norme restrittive volte alla salvaguardia del centro storico, delle aree agricole e delle Masserie Rurali.    

L’impegno profuso dell’amministrazione Pianese è provato anche dall’istituzione dello Sportello Unico per l’Edilizia e l’informatizzazione del Piano Regolatore Generale, resa disponibile sul sito web del Comune.

D’interesse dell’amministrazione è stato il problema del Condono edilizio. Seguendo il modello dell’Ufficio Condono del Comune di Napoli, tutte le pratiche giacenti sono state informatizzate in un database territoriale. Si è avviata poi una procedura di autocertificazione per quelle inerenti la Legge 47/85. Secondo la difesa tale procedimento non è stato valutato, né attenzionato dalla Commissione e dalle varie Prefetture.

Per la difesa c’è una pretesa della Commissione e del Ministro di rilevare una continuità nella formazione del Consiglio e la storicità dell’ex Sindaco Pianese. Non si comprende il collegamento logico tra libera scelta elettorale e condizionamento della criminalità organizzata. L’ex primo cittadino viene eletto la prima volta nel 1992. Rieletto nel 2008, si dimette nell’ottobre del 2012 per partecipare come candidato alle elezioni politiche. 

La difesa prova la fragilità dell’ipotesi. Alle elezioni del 2008 vengono rieletti solo dieci consiglieri su trenta. La Giunta si compone di soggetti estranei al territorio di Giugliano e dura circa quattro anni, sino alle dimissioni del Sindaco. Dieci mesi prima, per soddisfare una richiesta del Prefetto in ordine alla presenza femminile nella Giunta, nomina l’Assessore Angela Rispo, sostituendola a Roberto Castelluccio. 

Le altre motivazioni del ricorso al Tar. Secondo la difesa ai Commissari sono sfuggiti altri dati significativi. La costituzione parte civile del Comune nel processo a carico di Bidognetti e altri, deliberata con atto di Giunta n. 418 del 14 ottobre del 2009.  Il Comune si è, inoltre, costituto parte civile in tutti i giudizi relativi ad abusi edilizi e in quello relativo a carico dei vigili e dei tecnici comunali con atto n. 28 del 2011. 

Ha poi attivato progetti quali “Lo sport contro la camorra e il sistema delle Mafie”, “Semi di Legalità”, la mostra fotografica “obiettivo legalità” ed adottato progetti PON Sicurezza, senza ottenere il finanziamento regionale.

L’Ente ha adottato la delibera consiliare con oggetto la destinazione dei beni confiscati. Ha deliberato la disponibilità alla realizzazione della nuova sede del Tribunale e ancora ha sollecitato il Ministro dell’Interno di Grazia e Giustizia a rafforzare la presenza di forze dell’ordine nel territorio. Ha intitolato una strada a due vittime innocenti della camorra, Mena Morlando e Antonio De Rosa. Infine, ha rivolto all’umanità una petizione al Parlamento finalizzata alla richiesta di modificare gli articoli 28 e 29 del Codice Penale con discussione in Consiglio contro la camorra e ogni forma di criminalità.

La programmazione svolta per il rilancio del mercato ortofrutticolo e tutti gli sforzi fatti dall’amministrazione nella gestione corretta del servizio di raccolta dei rifiuti, il cui organico è tutto antecedente al 2008, dimostrano l’assoluta insussistenza dei rilievi mossi.

Alle illazioni di Commissione d’accesso e Ministro Dell’Interno, la difesa oppone atti che provano la serietà  del contrasto del Consiglio comunale ai sistemi di criminalità organizzata e l’inesistenza su collegamenti diretti e indiretti della camorra.

GUARDA IN BASSO LA VIDEO INTERVISTA AI RICORRENTI

SCARICA E LEGGI  IL FILE  DEL RICORSO APPENA SOTTO IL TASTO CONDIVIDI 

 

[iframe width=”420″ height=”315″ src=”http://www.youtube.com/embed/vBAWAct0CIM” frameborder=”0″ allowfullscreen]