IL DEGRADO DEL LAGO PATRIA? LA COLPA È DI SCIPIONE!

IL DEGRADO DEL LAGO PATRIA? LA COLPA È DI SCIPIONE!

Giugliano. Basta planare da nord a sud lungo il “litorale domitio” per godere di un bellissimo spettacolo offertoci gratuitamente da Madre Natura, laddove il mare s’incrocia con lo specchio d’acqua del Lago Patria.


Pochi sono i posti al mondo dove è possibile ammirare cotanta bellezza. Anche perché di laghi così pescosi e collegati all’acqua salata da una striscia di terra si contano sulle dita di una mano. Con un pizzico di fantasia, guardandolo dall’alto, potremmo dire che il lago giuglianese somiglia ad un balloon, cioè una di quelle nuvolette da fumetto di cui il mare si servirebbe per esprimere il suo pensiero più “dolce”.

Ma ciancio alla fantasticherie e veniamo ai fatti. Di presunta origine vulcanica, con un passato storico che l’immaginario popolare fa perdere nella notte dei tempi, quei due chilometri quadrati d’acqua serbano la storia della città di Giugliano. Il suo nome risale all’epoca del famoso condottiero e uomo politico Publio Cornelio Scipione l’Africano, che si fece edificare una villa sulle sue sponde per trascorrere le ultime stagioni della sua vita in solitudine, lontano da quella “caput mundi” che gli fu fonte di delusioni pubbliche e private.

Sulla sua tomba fu incisa la famosa citazione “Ingrata Patria ne ossa quidam mea habes” e cioè “Ingrata patria tu non avrai le mie ossa”. Da lì, leggenda vuole, fu tratto il termine “patria” con cui il popolo chiamò la cittadina nascente ed il lago.

Sono passati secoli e da allora quello specchio d’acqua e la cittadina nata lungo le sue sponde sono state oggetto di promesse e campagne elettorali sistematicamente disattese. Difficile trovare i colpevoli. Però, si può dire che l’indifferenza generale e le scarse capacità imprenditoriali hanno risucchiato questa terra in un degrado senza fine. Gli insediamenti abusivi e gli ecomostri eretti negli ultimi trent’anni, a sfregio delle sue sponde, farebbero rigirare nella tomba persino la “buonanima dell’Africano”.

Ma la vera colpa di tutto ciò a chi può essere imputata? Ogni istituzione, politico, associazione o cittadino che abbia speso qualche parola su quella zona e su quelle acque ha fallito. E a domanda diretta ciascuno è pronto a scaricare le responsabilità sul passato.

Se così fosse e se veramente chi ci ha preceduto ha colpa dell’immane disastro, allora risalendo a ritroso nel tempo potremmo dire che l’unico, vero colpevole è il generale Publio Cornelio Scipione. Già, perché pensandoci bene, “cacchio cacchio” , il vecchio politico si costruì la villa a Giugliano. Abusiva, ovviamente. E in violazione di qualsiasi vincolo naturalistico. Forse sarebbe il caso di spezzare questo cordone ombelicale e cominciare a riqualificare da cima a fondo le nostre terre e l’intero litorale.