-L’ESPERTO RISPONDE- MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: UN MALE PER I CITTADINI, NON SOLO PER GLI AVVOCATI

-L’ESPERTO RISPONDE- MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: UN MALE PER I CITTADINI, NON SOLO PER GLI AVVOCATI

Nel pomeriggio di un caldo sabato di giugno viene approvato il primo provvedimento del trasversale governo Letta-Alfano, il c.d. Decreto del Fareun maxi Decreto Legge che prevede, fra laltro, la reintroduzione della tanto discussa mediazione obbligatoria per i giudizi civili.

@Armando Di Nardo


Per determinate materie (condominio, diritti reali, divisioni e successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato e affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziariprima di poter avviare un Giudizio gli utenti dovranno necessariamente esperire un tentativo di conciliazione innanzi ad appositi organismi di mediazione.

Introdotto inizialmente dal ministro Alfano con il D.Lgs. n. 28/2010 e difeso a spada tratta dal Ministro Severino,listituto venne sbandierato come la panacea dei mali della Giustizia civile: le controversie sarebbero state risolte in sede di mediazione, in modo snello e veloce, evitando le lungaggini di un Giudizio ma soprattutto in via amichevole, salvaguardando così i rapporti futuri fra le parti coinvolte. Il tutto avrebbe deflazionato il contenzioso, sgravando Tribunali di oltre la metà dei Giudizi e liberando i cittadini dalle briglie di quei cattivoni attaccabrighe degli Avvocati”.

Questo nelle intenzioni sbandierate dallesecutivo, ma abbandonando il paese dei balocchi nella realtà non é andata proprio così: la mediazione si è dimostrata una misura a discapito dell’utenza, un procedimento di mediazione, il più delle volte inutile perdita di tempo prima di poter introitare un Giudizio, comporta spese di avvio triple rispetto ad un procedimento giudiziario; i mediatori sono privati cittadini ai quali basta un diploma ed un corso a pagamento per acquisire la competenza necessaria a mediare in una controversia sulla responsabilità medica oppure in materia di accordi familiari.

Lprevedibile e prevista conseguenza è stata che, a fronte di pochi casi in cui la mediazione ha avuto effetti favorevolinella maggior parte la stessa ha rappresentato un inutile antefatto del Giudizio, allungando così i tempi di risoluzione delle controversieoltre a portare un inutile e sostanzioso dispendio economico a carico degli utenti (non degli avvocati!!!), o ancor peggio ha indotto taluni a rinunciare alla tutela dei propri diritti a fronte delle mastodontiche spese di avvio (fino a 9.200 euro).

Nel dicembre 2012 la tanto agognata pronuncia della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 272/2012 ha dichiarato illegittima lobbligatorietà della mediazione, rendendola una mera facoltà alla quale i cittadini avrebbero potuto far ricorso in alternativa al Tribunale. Si chiudeva così unesperienza fallimentare che aveva cagionato più problemi di quelli che aveva risolto.

La pronuncia interlocutoria della Corte Costituzionale però prestava il fianco ad una riproposizione della mediazione, che non si è fatta attendere più di tanto: alla prima occasione è stata reintrodotta, con la promessa di un contenimento dei costi e di un maggiore coinvolgimento della classe forense, al fine di garantirne una maggiore competenza e professionalità.

Nonostante tali rassicurazioni nel mondo forense si odono i primi mugugni, forieri di un nuovo rinvio alla Corte Costituzionale per ottenere in via definitiva una pronuncia sulla legittimità di un istituto che danneggia i cittadini prima che gli avvocati stessi.