“L’INFANZIA DI GESÙ”: UN PERCORSO ATTRAVERSO LA LETTURA DI BENEDETTO XVI

“L’INFANZIA DI GESÙ”: UN PERCORSO ATTRAVERSO LA LETTURA DI BENEDETTO XVI

Credo che quasi nessuno abbia trattato con la stessa finezza teologica e la semplicità di linguaggio come ha fatto Benedetto XVI nella sua opera “L’infanzia di Gesù” questa parte della vita terrena del Cristo già raccontata da Matteo e Luca all’inizio dei loro vangeli. 


In essa un paragrafo è dedicato all’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria e al suo concepimento. È questa parte che maggiormente colpisce chi legge. Il concepimento virginale credo sia uno degli argomenti più discussi da teologi, filosofi ed anche scienziati. Sappiamo che in esso è racchiuso l’intero enigma della fede: chi crede certamente non si interroga su come ciò sia stato possibile. La domanda che pone Maria all’angelo Gabriele “come avverrà questo, poiché non conosco uomo” (Lc. 1,34) non è più la domanda che il credente cristiano puó porre perché sa che “nulla è impossibile a Dio” (Lc. 1,37).

Sappiamo che la reazione di Maria che non dubita e non pone domande sul “che”, come finemente evidenzia l’autore, ma sul “come” ciò possa realizzarsi lei che non ha ancora avuto rapporto coniugale, è una reazione umana che appartiene a quella parte del popolo di Dio che è precedente all’esperienza cristiana e a tutto quello che segue con l’avvento di Cristo. Ma non è tanto l’interrogativo di Maria che sostanzia il rapporto dell’uomo con Dio, quanto, come evidenzia Benedetto VI, la risposta che ella dà al suo messaggero “Avvenga per me secondo la tua parola” (Lc. 1,38).

Dio onnipotente bussa alla porta di una donna per farsi uomo ed aspetta il suo consenso perché “Non può redimere l’uomo creato libero senza un libero sì alla sua volontà”. Creando la libertà, Dio in un certo senso si è reso dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al sì non forzato di una persona umana”. E la parola diventa lo strumento attraverso tutto ciò avviene; il logos che unisce Dio all’uomo: il sì di Maria è il mezzo attraverso l’umanità si predispone al messaggio cristiano diventando feconda ad un nuovo rapporto ad una nuova alleanza. Chi cerca Dio lo deve volere. L’umiltà del linguaggio adoperato dal sopraffine teologo, qual è l’autore, rendono queste pagine le più belle dell’intero libro e semplice quanto forte ed incisivo il messaggio che arriva al lettore.