“LEGALITÀ, SPORT & FEDE”. L’EX PM CANTONE AL CENTRO URIA DI GIUGLIANO: “LE SCOMMESSE SONO IL CAVALLO DI TROIA DEL CALCIO”

“LEGALITÀ, SPORT & FEDE”. L’EX PM CANTONE AL CENTRO URIA DI GIUGLIANO: “LE SCOMMESSE SONO IL CAVALLO DI TROIA DEL CALCIO”

Al centro Uria di Giugliano, un’oasi immersa nel verde con panorama sul Lago Patria, si parla di calcio e mafia, di scommesse illegali e ludopatia. Un incontro interessante voluto dal pastore Bruno Ciccarelli e da Vincenzo Abbate, moderatore del dibattito.


Tra gli ospiti c’è Raffaele Cantone che presenta il suo ultimo libro, Football Clan. A prendere la parola per primo è proprio il magistrato, che ringrazia Bruno Ciccarelli e l’associazione Uria che si sono sostituiti alle istituzioni e hanno creato un posto per i giovani.

Cantone spiega perchè il calcio è diventato il gioco più amato dalle mafie: “La malavita si lega al calcio per fama potere e denaro. Soprattutto nelle serie minori, le organizzazioni mafiose sfruttano le società locali per arricchire la loro popolarità”.

Il calcio è un’aspirazione sociale incredibile e la criminalità ha interesse a intrecciare rapporti all’interno di esso. I calciatori sono degli eroi, e sono un brand da sfruttare. Da questi rapporti tra malavita e calciatori nasce poi il fenomeno del calcio-scommesse”.

Invitato all’evento anche Gianni Improta, esempio nel mondo del calcio, indimenticato calciatore del Napoli, ed ex dirigente inappuntabile in luoghi “difficili” come Catanzaro. “Oggi non c’è educazione civica e non si ha una cultura tale da poter distinguere il male dal bene. Credo che tutto parta dalla scuola e dalla famiglia. Nel calcio minore il rischio combine è più alto perchè spesso i calciatori sono poco retribuiti. Bisognerebbe vietare le scommettesse nelle serie minori.”

“Rispetto al passato è aumentato il volume di affari e ci sono troppe agenzie di scommesse e di gioco d’azzardo – continua Cantone – abbiamo uno stato biscazziere. Le scommesse sono il cavallo di Troia del calcio”.

Presente in platea anche Raffaele Palmieri, presidente nazionale SICON, associazione che tutela il mondo dei giochi, che risponde al magistrato: “Il problema non sono le scommesse, con quelle lo Stato ci ha ricostruito l’Abruzzo dopo il terremoto. Il problema è a chi vengono concesse le licenze. Quando ci siamo accorti che certe agenzie fossero gestite da malavitosi, le abbiamo immediatamente chiuse”.

Interviene poi Francesco Molaro, direttore di Tuttonapoli.net: “La voglia di fama e di guadagno è tanta. Ma non bisogna dimenticare la passione e il tifo. La città di Napoli vive di questa fede”.

Altro ospite della serata è Alessandro Iovino, scrittore ed autore della biografia su Edinson Cavani: “Il calcio raccoglie un consenso trasversale e sugli spalti si fanno public relations anche fra camorristi. Nè la politica nè la cultura hanno tanta influenza sulle masse. Non bisogna però demonizzare certe situazioni. Certi incontri possono anche essere frutto del caso, come per esempio, le foto che ritraggono insieme noti calciatori ed esponenti della criminalità organizzata”.

Raffaele Cantone poi si dimostra anche intenditore di calcio, disquisendo sul nuovo allenatore Benitez e sulle strategie societarie del Napoli, tant’è che viene addirittura invitato da Molaro a creare un suo editoriale nei programmi della TV locale giuglianese. Invito che però il magistrato gentilmente declina.

A concludere l’incontro è Michele Romeo, pastore evangelico che si chiede se sia giusto seguire uno sport che potrebbe rivelarsi colluso. “Nello sport è giusto che ci sia antagonismo ma anche autodisciplina. La gara più importante è quella della vita eterna”.