MARANO, ANGELO LICCARDO SI INSEDIA AL COMUNE

MARANO, ANGELO LICCARDO SI INSEDIA AL COMUNE

Marano. Angelo Liccardo, neosindaco di Marano, si è insediato ufficialmente alla guida della città nella mattinata di ieri. Il nuovo sindaco, durante il passaggio di consegne avvenuto nella sala Cavallo del Municipio di via Duca D’Aosta, ha promesso di lavorare sin da subito per risollevare le sorti della città.


«Saranno 5 anni di sacrifici, ma ce la faremo a superare le difficoltà – ha dichiarato in neo sindaco e ringraziando il Commissario Prefettizio Tramonti continua – la nostra sarà un’amministrazione a servizio dei cittadini. L’intenzione è quella di far sì che Marano diventi una perla del comprensorio a nord di Napoli».

A margine della suo insediamento, il nuovo primo cittadino ha anche annunciato di aver già inoltrato alla Regione Campania una richiesta per far partire sul territorio maranese un Incubatore d’Impresa che dia un po’ di respiro ad un settore, come quello appunto dell’impresa, sempre più in crisi.

Inoltre, lo stesso sindaco ha voluto rispedire al mittente le accuse a noi mosse di essere dei camorristi e dei fascisti, come qualcuno, subito dopo la mia elezione, ha intimato.

Liccardo, con ogni probabilità, si è voluto riferire a quanto accaduto durante i festeggiamenti per le strade della città nel pomeriggio di lunedì 10 giugno dopo la sua elezione, quando simpatizzanti di centrodestra e del candidato sindaco sconfitto Bertini, si sono lanciati reciproci sfottò.

Proprio l’esponente dell’ Altra Marano, aveva dichiarato quanto a  vincere fosse stata la parte minoritaria e peggiore di Marano.

Anche Michele Palladino, candidato della coalizione di centrosinistra Marano Bene Comune, sconfitto al primo turno, è tornato nelle scorse ore sull’esito del voto maranese. Per l’esponente Idv c’è riflettere sul fatto che il sindaco di una città delle dimensioni e dell’importanza di Marano sia stato scelto appena da 4 cittadini su 10. 

«Il segnale della disaffezione alla politica è inquietante e dimostra che la maggior parte dei cittadini non si riconosceva in nessuno dei due candidati al ballottaggio – dice – Noi vogliamo lavorare, come abbiamo fatto sin dall’inizio del nostro progetto, per riportare queste persone a votare attraverso la politica partecipativa, ad essere orgogliosi di poter decidere per un sindaco e non a votare per scegliere il meno peggio o per fazioni».

A queste parole, si sono aggiunte quelle di Stefania Fanelli, esponente di Sel, partito, che al primo turno era a sostegno della coalizione Marano Bene Comune e di Michele  Palladino, ma che, al ballottaggio, ha invece apertamente appoggiato il candidato Mauro Bertini, diversamente dagli altri partiti di centrosinistra. Per la Fanelli, la responsabilità per l’esito del voto, è da attribuire a tutti,  nessuno escluso. 

«Da troppi anni si assiste ad una sinistra velenosa che ama autoflagellarsi – dichiara Fanelli – rinchiusa in un proprio recinto, con dibattiti al veleno all’interno della sinistra stessa, che non hanno nulla di politico. Ritengo però che dopo l’esito del primo turno, si dovesse  essere compatti onde scongiurare senza se e senza ma l’ascesa della destra, mettendo da parte anche diverse criticità, rancori e ruggini personali. Il risveglio sociale e culturale doveva venire prima di tutto, prima di se stessi. Bertini avrebbe dovuto aprirsi. Quella sarebbe stata un’occasione per poter ripartire insieme. Temo cha la città sprofonderà in un abisso culturale e sociale.

Ritornando al sindaco Liccardo, si attende nei prossimi giorni la squadra di assessori che comporrà la sua giunta.