Mutui fermi e tassi da ”usura”: la faccia brutta della crisi

Mutui fermi e tassi da ”usura”: la faccia brutta della crisi

Le più recenti rilevazioni mostrano come nell’ultimo periodo le erogazioni di mutuo si siano dimezzate rispetto al passato. Un dato derivante dalla stasi del marcato immobiliare, ma anche dalla maggiore diffidenza delle banche e finanziarie ad erogare prestiti e finanziamenti. La cosa importante, che forse tutti non sanno, è che un eventuale rifiuto di un istituto bancario di concessione di un mutuo può bloccare anche la stessa richiesta ad altri enti di credito.

@Armando Di Nardo

In Campania poi, come già accade per altri primati, abbiamo il livello più basso rispetto alla media nazionale. Solo il 5% delle domande vengono accolte al cospetto del 7% nazionale. Certo non v’è molta differenza apparente, ma sui grandi numeri che tali richieste fanno registrare, il 2% corrisponde a centinaia di migliaia di pratiche in meno evase. Questo è un tragico dato visto che il requisito comunque resta il “reddito garantito”. E, si sa, in periodi di crisi come questo che stiamo attraversando, tra lavoro nero, contratti precari e disoccupazione dilagante, diventa veramente privilegio di pochi ottenere credito. Curioso ma reale, se ho reddito ed ho garanzie a copertura dello stesso, quali possedimenti come case o terreni, ho possibilità di accedere al credito.

Certo le banche non sono servizi sociali. Inutile nascondere che tutto ciò nasce per favorire i loro interessi e che il mutuo, prestito o finanziamento che sia, oggi autorizza tassi da usura, più alti forse di quelli imposti dagli strozzini legati alle mafie. Anni di sacrificio e centinaia di rate inducono a pensare che fai prima a morire che a “scontarlo”, il mutuo. In attesa di interventi dello Stato di un decreto “salva Italia”, siamo costretti a modificare temporaneamente il famoso detto: “due cuori ed una capanna” in “due cuori ed una rata”.