Tribunale area nord: flop per Giugliano, ma Aversa non ha strutture

Tribunale area nord: flop per Giugliano, ma Aversa non ha strutture

Quattordici anni per crederci. Quattordici anni da quella legge del 1999 trascorsi ad accarezzare il sogno di portare Giugliano fuori dalla tenera età. Ok, pensavamo: non abbiamo un cinema, un teatro, né un’università. Siamo una città che non è città. Ma ecco che spunta fuori un Tribunale, la strada per l’emancipazione. Con tutto l’indotto economico che ne consegue: studi di avvocati, esercizi commerciali, redazioni giornalistiche. E soprattutto il prestigio di ospitare un presidio di legalità in una zona devastata dalla criminalità organizzata. Il salto da piazza della camorra a sede di giustizia intrigava tutti. Ma così non è stato. Il tribunale assegnatoci sulla carta ci è stato scippato con l’astuzia.

@Armando Di Nardo

Di chi è la colpa? Per chi ha spulciato i giornali in questi giorni sa bene che Marano non c’entra. A strapparci il Palazzo di Giustizia dalle mani è stata Aversa, la rivale scomoda del casertano, la compagna di banco che negli ultimi vent’anni ha fatto maturare in noi tanti complessi di inferiorità per quanto è brava a far girare soldi con la movida, i locali, l’università, i cinema.

Quello di Aversa sarà il sesto tribunale d’Italia. Più grande di quello di Firenze e Bologna. Coprirà tutta l’utenza di Napoli Nord e dell’Agro Aversano per un totale di quasi un milione di cittadini. Un bel fardello che, secondo la Guardiasigilli, Giugliano avrebbe fatto fatica a sopportare. Ma riesce difficile capire come possa farlo Aversa. La sede è stata individuata nel Castello Aragonese, collocata nel centro storico cittadino, a due passi da Piazza Marconi. Troppo lontano da svincoli autostradali e superstradali. A ciò si aggiunge la mancanza di aree di sosta e di parcheggio che siano in grado di assorbire l’enorme traffico di autoveicoli che circoleranno ogni giorno fuori al Palazzo di Giustizia. Come farà la città normanna a fare fronte a questi gap infrastrutturali? Giugliano non si prestava meglio e di più della rivale casertana potendo contare su di un territorio di 94 chilometri quadrati?

Altro interrogativo di ordine formale, invece, riguarda la Provincia di riferimento. Con l’assegnazione del Tribunale ad Aversa, l’area di Napoli Nord non ospiterà di fatto un tribunale proprio. E quello di Santa Maria Capua Vetere, punto di snodo giudiziario fino ad oggi per l’area casertana e sede di processi importanti come quello Spartacus, subirà un depotenziamento. La Procura verrà smembrata in due su un territorio caratterizzato da fenomeni criminosi omogenei, per i quali sarebbe stata sufficiente la struttura di Santa Maria Capua Vetere. Le competenze nelle indagini sui Casalesi, tanto per intenderci, verrebbero ‘’spezzettate’’ fra due Tribunali. Alla faccia dei principi di spending review a cui si era ispirata la riforma della geografia giudiziaria.

Proprio – ed anche – per questo il provvedimento di riordino delle sedi giudiziarie non è andato giù a molti. A cominciare dagli ordini forensi. Le avvocature di Napoli e Santa Maria sono sul piede di guerra e stanno esercitando pressioni affinché il Guardiasigilli riveda i termini della sua decisione. Contro la riforma, definita da più voci ‘’selvaggia’’ per la riduzione abnorme degli uffici e la soppressione delle sedi distaccate, Regioni e Tribunali hanno sollevato questione di legittimità dinnanzi alla Corte Costituzionale. Si attende la pronuncia della Suprema Corte il prossimo due luglio. L’ultima data concessa a Giugliano per sperare ancora.