Guerra agli abusivi, a Giugliano tornano le ruspe

Guerra agli abusivi, a Giugliano tornano le ruspe

GIUGLIANO – Giugliano e abusivismo. Un binomio mai tramontato. Sono circa 900 i manufatti fuorilegge che andrebbero abbattuti sul territorio giuglianese. 30 di questi già destinatari di ordinanze esecutive di abbattimento. Gli altri oggetto di procedimenti giudiziari ancora in corso.

@Armando Di Nardo

Di fronte alla lunga “inerzia” delle ruspe comunali, la Procura di Napoli ha sollecitato l’ente di Via Corso Campano a procedere alla demolizione dei manufatti  indicati in una ‘’black list’’ già stilata dall’allora sindaco Giovanni Pianese. Dopo lo scioglimento del Comune, la palla passa oggi ai commissari prefettizi, che dovrebbero completare l’opera interrotta da circa due anni. Un’operazione non semplice, dai costi proibitivi o comunque tali da gravare sui bilanci comunali.

Fra i manufatti sotto sequestro alberghi, stabilimenti balneari, disco-pub, capannoni distribuiti sulla fascia costiera, nel quartiere di Casacelle e in zona Chiesa dei Monaci. Alcuni di essi insisterebbero su zone sottoposte a vincolo archeologico o paesaggistico. Dopo i primi abbattimenti avviati pochi anni fa, però, è montata la protesta di numerosi comitati cittadini, che hanno alzato il livello dello scontro fra enti pubblici e il popolo degli ‘’abusivi’’. Negli ultimi due anni, l’ondata di sequestri è andata scemando nel territorio giuglianese grazie all’attivazione dei controlli satellitari (sistema Marsec), che rilevano in maniera immediata l’avvio di attività edilizie abusive.

In questi giorni le ruspe sono ritornate in attività a Casacelle, dove è stato abbattuto un rustico non abitato di proprietà di un trentottenne di Villaricca. Il costo di demolizione è stato finanziato dall’Ente stesso grazie a un prestito della Cassa depositi e prestiti. Somma che verrà recuperata attraverso un’azione di rivalsa nei confronti del proprietario dell’immobile.

Nel bilancio provvisorio 2013 è previsto un capitolo di spesa di 4 milioni di euro per gli abbattimenti. “Somme che in un momento di grave crisi potrebbero essere destinate a servizi più importanti”, polemizza il comitato anti-ruspe che negli ultimi giorni sta inscenando sit-in di protesta fuori alla Regione e al Parlamento. Di fronte alla ripresa degli abbattimenti, gli “abusivi” chiedono per lo meno la sanatoria degli abusi di necessità. Eccezione che permetterebbe il salvataggio di buona parte degli immobili ad uso abitativo.