Dichiarazione shock del Ministro Lorenzin: “In campania non si muore per i rifiuti”

Dichiarazione shock del Ministro Lorenzin: “In campania non si muore per i rifiuti”

ROMA – “In Campania non si muore per i roghi tossici, ma per gli stili di vita scorretti”. Le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin hanno scatenato un coro di proteste sui social network e sui media. Secondo Lorenzin, sarebbe “inutile fare studi approfonditi se poi si pensa di potersi aggrappare semplicemente a ipotesi e suggestioni”.

@Armando Di Nardo

Numerosissime e tempestive le reazioni di condanna dal mondo della rete. Il primo a parlare è Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano. Il prelato, da sempre in prima fila nella lotta contro i roghi tossici, sceglie facebook per condannare le ‘’parole superficiali” che non tengono conto “dell’alto tasso di patologie oncologiche che i cittadini della Regione sono costretti a subire. Parole che offendono la memoria dei morti e l’intelligenza dei vivi”. 

Dura la reazione anche del dottor Antonio Marfella, impegnato da anni nello studio sul nesso di causalità fra patologie tumorali e inquinamento ambientale. Secondo Marfella, “le istituzioni fanno finta di non vedere le conseguenze sulla salute pubblica che ha provocato la gestione criminale di 140 milioni di tonnellate di rifiuti industriali e tossici prodotti”. Una tragedia silenziosa che, secondo il medico, ciascuna famiglia fra Napoli e Caserta paga con almeno un parente ammalato di cancro.

Il “comitato fuochi”, indignato dalle parole della Lorenzin, ha scritto una lettera al Ministro chiedendo di dare la massima centralità alla questione dell’inquinamento ambientale in Campania, suggerendo tra l’altro una serie di interventi di controllo e presidio del territorio per risalire ai responsabili degli sversamenti illeciti, nonché di condurre indagini tossicologiche per comprendere fino in fondo il collegamento fra tasso di incidenza tumorale e presenza di rifiuti tossici.