I barbari di Greenwich

I barbari di Greenwich

Greenwich. A Greenwich esiste una villa comunale che fu costruita con grande sforzo dall’amministrazione locale. In origine era ricca di alberi, specie vegetali, volatili e sciami di farfalle. Famiglie e bambini la frequentavano. Ma come tutti i beni pubblici, anche la villa non è tenuta in grande considerazione al meridiano zero e viene così sacrificata in nome dell’interesse privato.

@Armando Di Nardo

A Greenwich, esistono bande di predoni che puntualmente saccheggiano la villa distruggendo panchine, tagliando alberi e calpestando le aiuole. Ad ogni ondata, la villa appare sempre più vuota e fatiscente. Nell’Archivio ufficiale del Centro Studi di Antropologia di Berkeley, apprendiamo che ha suscitato particolare scalpore il furto di una cancellata esterna. Da allora, priva di spazi di difesa e muri di cinta, la villa è esposta alle incursioni di barbari peggio che prima.

Poco chiara è l’identità dei saccheggiatori, così come poco chiare sono le loro finalità. Almeno tre le ipotesi passate al vaglio dagli studiosi: una scuola di pensiero attribuisce la responsabilità dei fatti vandalici agli stessi abitanti di Greenwich. Colpiti da un’improvvisa crisi economica, molte famiglie avrebbero saccheggiato cancelli e panchine per costruire con mezzi di fortuna nuove abitazioni o racimolare qualche penny dalla loro vendita nel mercato nero. Altri sostengono, invece, che una mutazione del gene GiN avrebbe favorito la nascita di una sottospecie di indigeni particolarmente aggressiva e votata in maniera irrazionale alla distruzione e al vandalismo. I membri di questa sottospecie agirebbero soprattutto negli orari notturni, in preda a pulsioni mannare.

Infine, restando nel campo della scienza, c’è chi sposta l’attenzione sulle altre minoranze etniche che popolano i dintorni di Greenwich. L’etnia considerata responsabile di razzie e rapine continue sul territorio è quella dei Dom, provenienti dall’Est Europa. I Dom vivrebbero di stenti e criminalità. Secondo gli abitanti di Greenwich sarebbero geneticamente criminali e condurrebbero le loro azioni di saccheggio appiccando roghi di rifiuti, spaventando i residenti dei quartieri periferici, rapinando case.

Ad oggi non c’è una risposta definitiva alla distruzione della Villa di Greenwich. Fatto sta che le autorità locali non presidiano il territorio e non sorvegliano l’integrità dei beni comuni. Chi parte da Greenwich e attraversa il Meridiano, invece, sa che altrove le ville comunali sono fra i beni più preziosi della collettività. Vegetazioni lussureggianti, parchi giochi e immensi pratoni accolgono gli abitanti di altre città collocate lungo il Meridiano. Chi ritorna al punto zero sa che ciò che è privato è difeso con le unghie, mentre ciò che è pubblico viene sospinto lentamente nell’oblio.