I roghi di Greenwich

I roghi di Greenwich

Greenwich. A Greenwich, con l’arrivo della stagione estiva, l’orizzonte è illuminato da decine e decine di roghi che sprigionano dense colonne di fumo. La colorazione dei vapori varia dal nero tombale al blu tenebra. Chi si imbatte nelle zone colpite dagli incendi, lamenta problemi respiratori e miasmi fortissimi. Un problema non da poco, anche perché gli avvistamenti negli ultimi anni si sono moltiplicati, producendo seri danni alla salute e un’impennata delle patologie tumorali.

@Armando Di Nardo

Come per molti altri fenomeni registrati all’altezza del Meridiano Zero, gli autori di questi roghi, così come lo scopo della loro diffusione, restano avvolti nel mistero, destando così la curiosità degli studiosi di antropologia culturale di Berkeley.

Almeno tre le ipotesi in campo. Secondo un gruppo di antropologi, i roghi equivarrebbero a misteriosi segnali di fumo ispirati alla comunicazione visiva diffusa presso i nativi del Nordamerica. I roghi comparirebbero in punti precisi con lo scopo di tracciare i confini del territorio di Greenwich. Ma, abbracciando questa ipotesi, resterebbero nell’ombra gli interlocutori e i contenuti di questa comunicazione a distanza.

Secondo un’altra teoria, i roghi avrebbero un’origine religiosa. Sette pagane rintanate nelle campagne  appiccherebbero i fuochi per rendere omaggio alla divinità locale della Monnezza. Malgrado l’inquinamento prodotto, questa pratica tribale propizierebbe la rinascita della terra partendo proprio dalla combustione degli scarti produttivi più pericolosi. Sta di fatto che l’esistenza di questa minoranza religiosa sul territorio di Greenwich resta una suggestione più che una realtà. D’altronde, il culto di del Dio della Monnezza raccoglie frotte di adepti già nel centro urbano, senza che ci sia bisogno di celebrare i rituali in clandestinità.

Ultima ipotesi, maggiormente accreditata da riscontri fattuali, pone invece a carico della minoranza etnica dei Dom la principale – seppur non esclusiva – responsabilità dei roghi. I Dom appiccherebbero rifiuti industriali di difficile smaltimento dietro corrispettivo di somme di danaro. Le autorità di Greenwich, sempre deboli e poco rispettate, farebbero ben poco per stanare i responsabili, favorendo così la perpetrazione del fenomeno.

Chi lascia il Meridiano Zero sa che altrove non esistono roghi tossici come quelli d Greenwich. Apprende che  il territorio è una ricchezza da difendere e che presso gli abitanti di altre città è fondamentale la tutela della salute dei bambini e degli adulti. Chi ritorna a Greenwich, invece, si accorge di un territorio devastato dall’immondizia. Si rende conto dell’esistenza di gruppi criminali che avvelenano l’aria, l’ossigeno e la fertile terra di Madre Natura.