Il blitz di Licola mette in ginocchio il litorale, parlano i proprietari

Il blitz di Licola mette in ginocchio il litorale, parlano i proprietari

GIUGLIANO – Si incontrano i gestori degli stabilimenti balneari del litorale giuglianese sequestrati per fare il punto della situazione. Ieri pomeriggio il primo, oggi è previsto il secondo. Salvatore Trinchillo proprietario del lido Varca D’oro, presidente della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercenti), al termine del meeting ha spiegato che questa vicenda ha messo in ginocchio dodici aziende, 400 dipendenti e tutto l’indotto. 


«Qualcuno dovrà pagare per questo – dice – Abbiamo chiesto un incontro con il Prefetto e i commissari straordinari». 

Intanto hanno presentato una istanza al tribunale del riesame, perché secondo loro le aziende sono in regola. E sono pronti a dimostrarlo con la documentazione di cui sono in possesso.

«Le concessioni sono state rilasciate dalla Regione Campania – dichiara Trinchillo – Con una legge i titoli concessionari sono stati prorogati dal Comune e la scadenza è prevista per il 2020. È un paradosso porre i sigilli a stabilimenti balneari con titoli di concessione, versiamo regolarmente il canone stabilito».

Per i proprietari dei lidi passeranno ora venti giorni, continuerà così il danno di immagine e d’incassi iniziato tre giorni fa. 

«Durante l’incontro di ieri – conclude Trinchillo – abbiamo ragionato sull’ipotesi di richiesta di risarcimento danni, laddove le autorità competenti ci dessero ragione. La responsabilità è prettamente del Comune di Giugliano, perché non ha ottemperato a tutte le attività che doveva. Secondo noi per negligenza non ha trasferito alla Procura della Repubblica tutta la documentazione necessaria».

Prima di martedì i bagnanti affollavano le spiagge del litorale di Licola mare e Varcaturo. Oggi il deserto. All’alba del 9 luglio il blitz dei carabinieri della compagnia di Giugliano, guidata dal capitano Francesco Piroddi. Nove gli stabilimenti balneari sottoposti a sequestro su ordine del decreto preventivo emesso dal Gip della Procura di Napoli. Aree pubbliche occupate abusivamente, concessioni scadute da anni o del tutto assenti. Sotto chiave anche uno spazio di circa tredici ettari. Danno alle casse dello stato dunque, legato alla mancato versamento dei canoni di concessione. Sigilli a Le Ancore, Sabbia D’Argento, Varca D’Oro, Onda del Mare, Hawaii, Canarie, Antille, Sole e Smeraldo. La situazione resta a molti poco chiara, è resa complicata dalla confusione normativa che ruota intorno ai lidi, beneficiari di una proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2015, termine entro cui dovrebbero mettersi in regola con quanto previsto dal Piano Spiagge varato dall’amministrazione Pianese.

«Occupazione demaniale del suolo e attività senza autorizzazioni? Ma chi l’ha detto?» – si domandano i proprietari.

«Siamo stati trattati come fossimo dei camorristi – dice un gestore – Due pattuglie dei carabinieri sono arrivate alle 5 di mattina con sei uomini, come avessimo chissà cosa da nascondere. Ci hanno additati come disonesti che non pagano. Alcune delle nostre aziende esistono dal ’68. Da sempre versiamo un canone al demanio in base al metraggio delle spiagge, alcuni arrivano ad una quota di 60 mila euro all’anno. Il motivo del sequestro riguarda i titoli concessori, ma il Comune di Giugliano non ha trasferito ciò che doveva. Esiste la proroga. Intanto noi siamo fermi con l’attività e anche i nostri sette dipendenti contrattualizzati». 

La vicenda colpisce anche la Confcommercio di Napoli e ad esprimersi sulla questione è il Presidente Pietro Russo. «Attualmente si è fermato lo sviluppo economico della fascia costiera giuglianese – dichiara – Il sequestro degli stabilimenti balneari coinvolge non solo la categoria dei gestori dei lidi. Quattrocento dipendenti sono senza lavoro e i rifornitori non possono consegnare. Per non parlare dei bagnanti pendolari che non possono permettersi di spostarsi per le ferie estive. Noi della Confcommercio non vogliamo, né possiamo entrare in merito al procedimento giudiziario adottato dalla magistratura. I tempi sono lunghi per il responso degli organi di giurisdizione. Auspichiamo si decida per una soluzione temporanea che permetta alle strutture di operare. Si potrebbe optare ad esempio per un commissariamento individuando i titolari responsabili, in attesa delle sentenze della magistratura. Sarebbe un peccato se lasciassero i lidi chiusi per l’intera gestione estiva. Ipotizzavamo una forma di accompagnamento di credito per agevolare gli esercenti delle strutture balneari attraverso consorzi contenuti. Ma si tratterebbe poi di aggravare i gestori dei lidi, perché comunque dovrebbero restituire i fondi».